Gioco
Dopo il prestito le minacce con una pistola giocattolo per spaventare la vittima
VERSILIA. Costringeva una cinquantenne versiliese a cui aveva concesso un prestito ammontante a poco più di diecimila euro a rilasciargli in tempi ristretti assegni per migliaia di euro a tassi elevatissimi.
Per essere più convincente arrivava, stando all’accusa, a minacciarla con una pistola giocattolo priva di tappo rosso che alla donna sembrava vera e, per rafforzare la sua tesa, sosteneva che lui era un anello della catena organizzativa e sopra di lui c’era gente spietata e senza scrupoli che poteva davvero farle molto male se non avesse ottemperato all’obbligazione.
Terrorizzata era tuttavia riuscita a denunciare quanto le stava accadendo e così l’autore dell’estorsione era stato individuato.
Una vicenda che risale a un paio d’anni fa e che ieri mattina è stata rievocata durante l’udienza preliminare di fronte al gip Alessandro Trinci. Nei guai è finito Maurizio Brozzi, operaio di La Spezia, accusato di estorsione e usura e che ha patteggiato la pena, con il consenso del pm Antonio Mariotti, a tre anni e otto mesi di reclusione.
Brozzi era finito agli arresti domiciliari e successivamente all’obbligo di dimora nel comune di La Spezia. Dopo la sentenza ha ottenuto la possibilità di recarsi al lavoro fermo restando il divieto di uscire dall’abitazione in una fascia oraria che va dalle 20 di sera alle 7 del mattino.
Per ottenere il beneficio l’uomo già in passato aveva risarcito parzialmente i danni, versando cinquemila euro mentre nel corso dell’udienza camerale, attraverso il suo legale, ha corrisposto un assegno di ulteriori tremila euro al difensore di parte civile.
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