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Strage, i familiari a Roma: «La riforma Cartabia nega i diritti delle vittime»

D.F.

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viareggio. I parenti delle vittime di stragi come Vajont, Viareggio, ponte Morandi, Moby Prince e anche i familiari dei morti sul lavoro e tutte le associazioni che li sostengono hanno manifestato a Roma, sabato, in occasione della “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali”, istituita sul ricordo della strage del Vajont (9 ottobre 1963). «Le vittime e i sopravvissuti», così la posizione dell’associazione dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio (29 giugno 2009, 32 vittime), «non vogliono né vendette né processi sommari. Vogliono che quanto subito non abbia più a ripetersi, che il loro enorme dolore serva almeno a scongiurare altre vittime. Per questo, rivendichiamo il diritto a vedere accertata ogni responsabilità, condizione per garantire la rimozione delle cause e promuovere, per il futuro, prevenzione e sicurezza».

Lo sguardo è puntato sulla recente riforma della Giustizia: «L’improcedibilità dei processi introdotta con la recente riforma Cartabia, in sostituzione della precedente prescrizione, è la negazione di questo diritto delle vittime e dovere dello Stato. Le vittime sono il primo soggetto interessato alla rapidità delle sentenza, ma l’alternativa non può essere la mancanza di sentenza, ovvero un’impunità a orologeria. Questo determinerebbe ulteriore lassismo e spazio proprio per chi specula sulla mancanza di sicurezza».

A incontrare i manifestanti è stato il senatore Gianluca Ferrara (Cinque stelle, nella foto con Marco Piagentini, presidente de “Il Mondo che vorrei”): «Alcuni mesi fa ho presentato un disegno di legge per istituire una commissione di inchiesta sui disastri colposi, dal Vajont al ponte Morandi. È indispensabile far luce su troppi disastri che si sono succeduti nel nostro Paese, che hanno lasciato un grande dolore ai familiari delle vittime».

Una «buona notizia», aggiunge Ferrara, «giunge dal Senato dove, finalmente, è stato incardinato un Ddl per istituire una Procura nazionale sul lavoro. Il primo firmatario è il mio collega Iunio Valerio Romano che, insieme alla presidente della commissione lavoro Susy Matrisciano, si sta prodigando affinché questo importante risultato possa essere raggiunto a breve. Non è accettabile che nel nostro Paese in media ogni giorno muoiano tre lavoratori. Sarebbe auspicabile che questa Procura fosse estesa ai reati ambientali».

D.F.

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