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Ordinanza del Comune chiude il Panificio Carlotta

Donatella Francesconi
Ordinanza del Comune chiude il Panificio Carlotta

Giovanni Sgrò (Uil): «A casa all’improvviso 24 lavoratori, quasi tutte donne. L’azienda deve mettersi in regola con la canna fumaria»

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viareggio. Sono tra i lavoratori, e le lavoratrici, che abbiamo trovato al posto di “combattimento” anche durante i mesi, terribili, del primo lockdown, lo scorso anno. Adesso, però, i 24 dipendenti – per lo più donne – del Panificio Carlotta, marchio che significa subito farina e prelibatezze a Viareggio, si ritrovano a casa, all’improvviso. A raccontare cosa è accaduto è Giovanni Sgrò, sindacalista della Uil, sempre attento alle situazioni più delicate: «C’è una ordinanza del Comune. L’attività deve mettersi in regola con la canna fumaria e, intanto, rimane chiusa». A firmare l’ordinanza è stato il dirigente Stefano Modena, alla guida del settore “Edilizia privata” del Comune di Viareggio, arrivato da Capannori dove è stato uno dei dirigenti dello stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro.

Il provvedimento – continua Sgrò – riguarda la sede di via Fratti-angolo via Machiavelli, in cento città, dove avviene la produzione dei prodotti poi messi in vendita in tutti i negozio del marchio. Oltre a quello in via Fratti, quelli al Marco Polo, in via via XX Settembre, in via Aurelia Sud al Varignano), in via Aurelia a Torre del Lago, in via del Fortino a Lido di Camaiore, e sulla via Sarzanese a Piano di Mommio (Massarosa).

«Adesso bisogna capire con quale formula i dipendenti rimangono a casa, valutando se c’è un diritto a usufruire di una cassa integrazione o dovranno fare ricorso alle ferie che non mi sembra proprio la soluzione giusta per questi lavoratori che non hanno alcuna responsabilità in quello che è accaduto».

E viene da chiedersi se tra i poteri della pubblica amministrazione non vi fosse davvero quello di tentare un’altra strada nel rapporto con la proprietà per imporre il dovuto rispetto della legge, prima di arrivare al provvedimento di chiusura che penalizza 24 posti di lavoro, per di più al femminile.

Anche perché si tratta di una attività storica. Tanto che sul sito del Panificio si legge: «Nel 1930 il pane di Viareggio lo faceva la Carlotta. Quattro generazioni di fornai si sono succedute fino a Giuseppe e ai suoi ragazzi». Oggi il marchio serve non solo i viareggini, ma lavora per tutto il settore turistico, tra ristorazione e hotel che si servono dal Panificio apprezzando anche la capacità e la gentilezza delle “Carlottine”, come vengono chiamate dal sito aziendale.

La produzione – ricorda il sindacalista della Uil – «da tempo avrebbe dovuto essere concentrata alle Bocchette», ma evidentemente – visto cosa è accaduto – si sono accumulati ritardi che hanno fatto precipitare il rapporto col il Comune di Viareggio.

Donatella Francesconi

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