Il dolore
«Il corpo è stato sbalzato per alcuni metri di strada»
Paolo Baroni è il proprietario della macchina in sosta colpita dalla Ford Fiesta che ha ucciso Matteo Traina nella tarda serata di mercoledì
VIAREGGIO. Mercoledì sera Paolo Baroni, residente a Bicchio, si trovava all’interno del bar Peperosso in via Aurelia Sud proprio davanti al luogo dove è avvenuto il tragico incidente in cui ha perso la vita Matteo Traina, il quale abitava poco distante dal punto dove è stato investito. «Ho sentito un tonfo e sono uscito subito fuori insieme ad altre persone», racconta Baroni al Tirreno: «Ho visto che la mia auto, parcheggiata dal lato opposto della via Aurelia Sud, aveva subito dei danni in quanto la donna alla guida della Fiesta che ha investito Matteo è andata a sbattere prima contro la mia vettura e poi ha investito il ragazzo. Sbalzandolo, nell’impatto, alcuni metri in avanti. Anche la donna si è fermata più avanti di dove l’auto ha travolto Matteo. Se non avessi parcheggiato la mia auto davanti a un platano che si trova ai bordi della strada, probabilmente l’automobilista ci sarebbe finita contro. E allora le conseguenze di questo tragico incidente sarebbero potute essere ancora maggiori».
Più volte residenti e commercianti di Bicchio hanno segnalato la pericolosità del questo tratto della via Aurelia Sud che attraversa il centro abitato del popoloso quartiere che ieri si è svegliato in lutto per la tragedia accaduta: «Matteo non è più fra noi», prosegue Baroni, «e mi chiedo cosa deve accadere ancora in questo tratto di strada. Una vita persa a poco più di 30 anni non basterà a fare qualcosa? Sono anni che segnaliamo la situazione sulla quale occorre intervenire con urgenza. Ma fino a oggi nessuno si è reso conto che invece si può morire, come è avvenuto» . Una morte che, data la pericolosità della strada, avrebbe potuto colpire chiunque nella zona.
Matteo era un ragazzo davben voluto in tutto il quartiere, dove viveva insieme alla propria famiglia, e Baroni lo conferma: «Era una figura caratteristica. Ci eravamo affezionati a questo ragazzone che amava i cani e come faceva tutte le sere mercoledì ha fatto la passeggiata che è stata fatale a lui e la suo cane. Ci mancherà, perché ormai era un personaggio che non solo qui, ma anche in tutta la città, era riuscito a farsi conoscere da tanta gente. È stata una brutta serata quella appena trascorsa: non dimenticheremo Matteo. Ci mancherà quel sorriso e quella voglia di comunicare, parlare e stare in compagnia. Ha davvero percorso tanti chilometri a piedi, ogni giorno era sempre in giro».
Roy Lepore
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