Sicurezza
Stragi d’Italia, sabato presidio a Roma
Manifestazione e assemblea del movimento “Noi 9 ottobre”: presenti anche i familiari delle vittime del disastro ferroviario
Donatella Francesconi
viareggio. L’appuntamento è a Roma, sabato, con la manifestazione che grida con forza “Stop alle stragi del profitto”. A organizzarla è il “Comitato 9 ottobre” che riunisce i familiari dei disastri d’Italia che l’uomo doveva e poteva evitare e così non è stato. Scendono in piazza – nella Giornata nazionale in memoria delle vittime delle stragi industriali e ambientali – i comitati e le associazioni che si battono perché davvero sia “mai più”: «Sembra proprio che il Vajont non abbia insegnato niente. È sempre più il dovere di noi che sappiamo portare avanti la Memoria, quella giusta, che significa lottare affinché questi eccidi, previsti, prevedibili, messi nei bilanci delle aziende, non si ripetano più. Non si può dare un senso alla morte di migliaia e migliaia di vittime innocenti. Ma è nostro dovere reclamare per loro verità e giustizia», sono le parole di Lucia Vastano, per il gruppo “Cittadini per la memoria del Vajont”.
A Viareggio, in giro per la città, sono già stati esposti gli striscioni per la manifestazione, alla quale non mancheranno i familiari delle vittime del disastro ferroviario da 32 vittime, il 29 giugno 2009, riuniti nell’associazione “Il Mondo che vorrei”.
Associazione che ricorda: «Il movimento “Noi 9 ottobre” è nato all’indomani dell’incontro tenutosi nell’ottobre 2019 a Longarone (Vajont). All’incontro hanno partecipato numerose associazioni e movimenti arrivati da tutta Italia e tra questi anche Il Mondo che Vorrei Viareggio. Al tavolo erano seduti come relatori, i magistrati Raffaele Guariniello e Felice Casson, gli avvocati Alessandra Guarini, Laura Mara e Luca Masera. L’obiettivo raggiunto è stato quello di attivare una collaborazione tra gli esperti dei codici e la società civile per mettere a punto delle proposte per superare il disagio, il dolore, la rabbia, la delusione e l’impotenza che le vittime provano nel corso dei processi».
Dalla diga del Vajont al Ponte Morandi di Genova, dalla strage ferroviaria di Viareggio ai morti sul lavoro (tre al giorno) e di amianto (6mila in un anno) e poi Casalecchio di Reno, i terremoti, Rigopiano, la Moby Prince, la funivia del Mottarone, le stragi continue provocate dai veleni scaricati nell’ambiente: «Il movimento “Noi 9 ottobre” è la voce della società civile contro i crimini del profitto. È la voce delle vittime e di chi non vuole che nessuno lo diventi. Siamo tutti uniti, cittadini e associazioni, lavoratori e studenti, magistrati, avvocati, accademici e gente comune che dice no ad un modello di sviluppo economico che mette il profitto come priorità rispetto alla salute, alla sicurezza, alla vita delle persone e allo spreco e allo scempio della natura e delle sue risorse».
L’appuntamento è per sabato a Roma: presidio alle 11 in piazza Santi Apostoli; incontro della delegazione con le Istituzioni; assemblea pubblica aperta a tutti con la partecipazione delle associazioni, alle 15 alla Cappella Orsini (via Grotta Pinta, 21), e presentazione dell’appello “Noi 9 ottobre”.
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