Il Tirreno

Versilia

il lutto

Addio a Rinaldo, ha venduto coni gelato a generazioni di bambini

Sabrina Chiellini e Tiziano Baldi Galleni
Rinaldo Amadei e i momenti successivi all’incidente mortale
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Rinaldo Amadei e i momenti successivi all’incidente mortale

Seravezza. E' morto a 83 anni, investito mentre stava scendendo dalla macchina appena parcheggiata. La figlia: «Questa strada è diventata troppo pericolosa»

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Seravezza. Con il suo Ape-gelateria viaggiante Rinaldo ha venduto coni gelato a generazioni di bambini non solo a Seravezza ma anche in altri paesi della Versilia. Dici semplicemente Rinà e al solo pensiero i ricordi di tanti vanno a quando aspettavano il gelataio davanti a casa o ai giardini. Erano altri tempi: «Andiamo a prendere il gelato dal Parigino», così dicevano i bimbi.

Ieri mattina Rinaldo Amadei, 84 anni da compiere il prossimo 20 novembre, è morto davanti a casa, a Ruosina, lungo la strada provinciale di Marina. Lui da anni viveva lì, davanti all’azienda Vincenzi, all’altezza del bivio per Cerreta Sant’Antonio nel comune di Seravezza. L’uomo è stato investito da una Opel Corsa, che viaggiava in direzione mare, condotta da un 36enne di Stazzema, poi trasportato sotto choc al pronto soccorso del Versilia, per essere sottoposto ai test tossicologici e a tutti gli accertamenti per verificare le sue condizioni quando si è messo alla guida. Tra i primi a dare l’allarme la figlia Tiziana che abita nella stessa casa del padre a Zarra e gli addetti di un’azienda del marmo.E la nipote Valentina è stata la prima a vederlo sull’asfalto. Amadei, già marmista, era conosciuto in Alta Versilia come gelataio. Per anni con il suo motocarro Ape, modificato per contenere le vasche di gelato sfuso, ha girato per tutta la Versilia storica, da Forte dei Marmi a Seravezza. D'estate mentre i ragazzini giocavano per strada con il pallone, lui arrivava: lo sentivi subito con le sue trombette attaccate all'Ape.

Ieri mattina Amadei era appena tornato da un giro nel bosco in cerca di funghi porcini. Aveva parcheggiato la sua auto – una Ford Fiesta scura, il modello vecchio – sul ciglio della strada sotto il brevissimo sentiero che porta alla sua abitazione. L'ex gelataio è sceso dall'auto e mentre stava per aprire lo sportello per prendere i funghi raccolti è stato investito. Un urto violento, non gli ha dato scampo. Alla scena ha assistito anche una pattuglia dei carabinieri che stava percorrendo la stessa via dietro l’auto che ha provocato investimento, i rilievi sono stati effettuati dalla polizia municipale. Le auto sono state sequestrate come il cellulare dell’automobilista. In lacrime la figlia e la moglie hanno assistito ai soccorsi. «Questa strada è diventata troppo pericolosa, c’è molto traffico e spesso non vengono rispettati i limiti di velocità nei tratti rettilinei. Qualche giorno fa un’auto mi ha quasi investito, a mio padre è andata peggio, ha perso la vita», si sfoga la figlia che torna a chiedere interventi per la messa in sicurezza della via.

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