Il Tirreno

Versilia

Corso con il tutto esaurito Non ci saranno i fuochi

Simone Pierotti
Corso con il tutto esaurito Non ci saranno i fuochi

Spettacolo pirotecnico “bocciato” per il rischio di creare assembramenti La presidente Marcucci: «Non avrebbe senso farlo a porte chiuse»

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Simone Pierotti

viareggio. «Devo dire la verità: sono contenta e, allo stesso tempo, fortemente dispiaciuta». Come? «Ma sì, perché se non avessimo esaurito i biglietti avremmo potuto conservarne alcuni, come abbiamo fatto per altri corsi, per chi arrivava all’ultimo minuto ai botteghini nella convinzione di trovarne ancora». Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, accoglie così la notizia della vendita di tutti i biglietti ordinari per il gran finale di sabato con il quinto – e ultimo – corso mascherato. Che fa così registrare il sold out, al pari del terzo, ma stavolta con tre giorni d’anticipo. «C’è tanto interesse per il Carnevale, soprattutto fuori da Viareggio, tant’è che abbiamo sconsigliato alle comitive di turisti con i pullman di venire quest’anno, dirottandoli semmai sulle sfilate del prossimo febbraio. Se proprio vogliamo parlare di scetticismo vinto dobbiamo rimanere in ambito locale, perché in giro per l'Italia e anche all'estero abbiamo ricevuto richieste. Per questo sono dispiaciuta, perché c’è qualcuno che purtroppo rimarrà fuori: credo proprio che, senza il limite dei cinquemila spettatori a corso, avremmo avuto un buon successo di botteghino. Straordinario forse è eccessivo, ma buono sicuramente, sì».

Perché, aggiunge Marcucci, «sia il corso inaugurale, per quanto fossimo irrigiditi, impettiti e impauriti, sia quelli del weekend passato sono stati tre giornate davvero belle in termini di spettacolo offerto». E così sarà – questo, naturalmente, l’auspicio in Fondazione – anche sabato prossimo, senza illudersi che possano arrivare in extremis delle deroghe al numero massimo di spettatori ammessi all’interno del circuito sui viali a mare: «No, quella speranza l’abbiamo avuta fino a quando non sono cominciate le sfilate: da lì in poi la speranza si è trasformata nell’obiettivo di puntare a un ritorno, non sappiamo ancora se e quanto parziale, alla normalità nel 2022». Magari facendo pressione sulla politica, a partire dai parlamentari di zona. «A onor del vero ho trovato grande accoglienza a vari livelli, anche nel ministro della cultura Dario Franceschini a cui avevamo ufficialmente chiesto una capienza massima di diecimila spettatori: il problema è che pure la politica è governata dal Cts, tutto rimane fermo in attesa delle sue linee guida. Ho letto che hanno acconsentito alla riapertura delle discoteche al 35 per cento della capienza e senza l’obbligo della mascherina sulla pista da ballo: mi piacerebbe davvero capire come vengono stabiliti certi criteri. Che dire? Mi auguro che a febbraio non ci siano più prescrizioni perché vuol dire che stiamo tutti bene».

Sempre a proposito di linee guida: com’era prevedibile, non ci sarà lo spettacolo pirotecnico sabato sera dopo la lettura dei verdetti. Il problema, gira e rigira, è sempre il solito – il rischio di assembramenti sui viali a mare. «Oggettivamente non avrebbe avuto alcun senso farli a porte chiuse. A porte aperte, invece, non avremmo potuto garantire il distanziamento richiesto».

Ci saranno, in compenso, «tanti ospiti, e a molti abbiamo dovuto dire di no, soprattutto alle delegazioni di alcuni carnevali». Di sicuro ci sarà quella di Nizza: «Con loro condividiamo i festeggiamenti per il 150esimo anniversario nel 2023, visto che sono nati il nostro stesso anno e due giorni prima di noi».

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