Gioco
Partiti di nuovo in strada a caccia di voti Conto alla rovescia per l’ultimo duello
Nel centrosinistra si cerca nell’elettorato dei comunisti. Lega e Fi guardano con interesse ai “cugini” di FdI con Coluccini
Gabriele Buffoni
Massarosa. Da un lato un fallimento su tutta la linea dopo vent’anni di amministrazione, dall’altro un successo tanto straripante (nonostante una campagna elettorale breve) da segnare un record e far prospettare, nonostante l’incognita del ballottaggio, la vittoria della prima sindaca donna in un territorio difficile e complesso da governare. Il giorno dopo il voto Seravezza (con la candidata sconfitta Valentina Salvatori) e Massarosa (con il 48, 4 per cento di preferenze raccolte da Simona Barsotti) rappresentano i due volti, mai così diversi, del centrosinistra in Versilia.
Due risultati agli opposti che non possono che spingere ad una riflessione profonda i vertici locali del Pd. «Bisogna intanto partire dal fatto che Seravezza e Massarosa, sebbene l’obiettivo fosse quello di vincere con due candidate donne molto preparate, rappresentano realtà molto diverse – commenta Riccardo Brocchini, segretario versiliese – Seravezza è una realtà molto più piccola, sotto i 15mila abitanti, dove quindi l’elezione si svolge in un turno secco e ogni singolo voto può fare la differenza. Salvatori non ce l’ha fatta nonostante l’impegno: la volontà dei cittadini ha premiato un ritorno al passato affidando il Comune ad un candidato di centrodestra come Lorenzo Alessandrini. Non voglio saltare a conclusioni affrettate: ci prenderemo il giusto tempo per analizzare i risultati ottenuti nelle varie sezioni per cercare una spiegazione e capire dove e come lavorare per il futuro».
Nell’immediato però il Pd versiliese si ritrova a festeggiare, guardando con rinnovata fiducia al ballottaggio di Massarosa divenuta nuovo polo del centrosinistra: «A Massarosa abbiamo vissuto una giornata storica – commenta Brocchini – aver sfiorato la vittoria al primo turno e finire al ballottaggio con oltre 17 punti di scarto sul principale contendente direi che è qualcosa di strabiliante. Soprattutto perché Simona Barsotti è risultata vincitrice anche in sezioni storicamente a favore del centrodestra, cosa mai successa nella storia recente: sono convinto che anche al ballottaggio ci ripeteremo. Cos’ha fatto la differenza? Direi la stessa candidata – spiega Brocchini – in un contesto critico come quello di Massarosa ha prevalso una donna preparata, capace, che è riuscita ad essere il valore aggiunto di una coalizione con alla guida un Pddi cui sono orgoglioso e che è riuscito a intercettare 5-6 punti in più rispetto alla media nazionale».
Un’analisi che non può però prescindere dal gambetto politico dei “cugini” del Pci e di Rifondazione che, con Sonia Sacchetti, hanno eroso quel tre per cento che avrebbe permesso a Barsotti la vittoria al primo turno: «Purtroppo è il male atavico della sinistra: ogni volta che ha cercato di unirsi si è moltiplicata – chiosa il segretario – è stata una scelta massimalista e minoritaria che non condivido ma va comunque rispettata la volontà degli elettori. Sono fiducioso però: le cose si riappianeranno in vista del ballottaggio».
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