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Versilia

Alessandrini si tiene la delega alla municipale In forse la Fondazione

Tiziano Baldi Galleni
Alessandrini si tiene la delega alla municipale In forse la Fondazione

Fra i favoriti per la giunta i cinque candidati che hanno ottenuto più preferenze Il giuramento forse domani: «Non appena trovo l’ufficio del sindaco»

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Tiziano Baldi Galleni

seravezza. L’insediamento del neo sindaco di Seravezza Lorenzo Alessandrini forse avverrà domani. Ma non c'è niente di ufficiale. «Non appena avrò trovato la sede, se un ufficio del sindaco esiste ancora», dice con sarcasmo il primo cittadino. È in strada, davanti ai ponteggi che fanno da perimetro al municipio di via XXIV Maggio, mentre i cittadini lo fermano per complimentarsi e già gli chiedono le prime informazioni.

Il passo successivo di Alessandrini sarà quello di scegliere la giunta, ma non prima di aver parlato a uno a uno con i suoi consiglieri eletti, ha spiegato al Tirreno. Nomi infatti non ne fa, ma ormai sembra ovvio che Adamo Bernardi sarà il suo vicesindaco, dato che è stato eletto con 479 preferenze. Intanto ieri il sindaco è andato a salutare tutti i dipendenti comunali dei vari uffici dislocati all’ex distretto Asl di Querceta e alla Misericordia di Seravezza.

Un altro tassello su cui la neoamministrazione potrebbe poi fare stravolgimenti significativi è la Fondazione Terre Medicee che potrebbe anche terminare qui la propria esperienza.

Fra i favoriti in lizza per entrare nella giunta comunale – che dovrà essere formata da cinque assessori – ci sono senza dubbio i primi cinque più votati. Oltre a Bernardi, a portare in dote un sacco di preferenze ci sono Stefano Pellegrini (354), Valentina Mozzoni che è la donna che ha preso più voti (274), Michele Silicani (253) e Vanessa Bertonelli (239). Tuttavia non è escluso che Alessandrini non segua questo principio, visto che non c’è alcun obbligo. E allora fra gli outsider ci sarebbero Marco Pellegrini (196 preferenze), fra i primi a costituire il comitato a sostegno del neosindaco insieme a Davide Monaco che ha avuto un ruolo chiave in questa avventura finita in trionfo, e il più giovane della lista, Sebastiano Verona (192).

Il nuovo sindaco di Seravezza – già primo cittadino dal 1993 al 2001 – però è cauto e non si sbottona. «Qualche idea ce l’ho ma è generica – dice –. Devo sempre controllare le varie preferenze e poi sarà importante ascoltare le aspettative di ognuno, le loro capacità e le aspirazioni. In secondo luogo voglio conoscere lo stato degli uffici comunali, per capire quante persone ci sono nei vari settori. Senza dubbio sarà rappresentata la quota rosa: sono stato il primo ad avere donne nel gruppo consigliare e una donna vicesindaco per due mandati (Bruna Bimbi). La presenza femminile in una giunta è integrativa perché loro hanno una visione dei problemi migliore, talento e capacità».

Alessandrini però spiega quali deleghe probabilmente terrà per sé: «La protezione civile, anche se la gestiremo tutti assieme perché tutti dovranno essere impegnati in questo settore, poi la polizia municipale e il personale. Quest’ultima delega perché voglio che il personale del Comune stia bene: se sono soddisfatti possono rendere di più e tutto funziona con una certa armonia».

Infatti ieri Alessandrini si è già recato in tutti gli uffici comunali, prima a Querceta con parte della squadra di amministratori, e poi alla Misericordia a Seravezza. E il giro ha compreso anche una visita al municipio che è vuoto per via dei lavori di efficientamento energetico e di miglioramento sismico.

C’è poi l’interrogativo Fondazione Terre Medicee, sulla quale il sindaco vuole fare le pulci prima di prendere qualsiasi decisione. «Dovremo verificare le carte e capire da dove viene e dove sta andando la Fondazione – dice Alessandrini –. Voglio fare le cose con saggezza. Al momento non dico niente. Dove serve senz'altro si andrà in continuità. Non ci sarà nessuna “damnatio memoriae”». Cioè nessuna condanna e cancellazione a priori di ciò che è stato fatto prima. Come appunto eliminare la Fondazione senza prima prendere coscienza del suo bilancio.

«Voglio essere cauto nel dare giudizi per non valutare le cose frettolosamente. Perché secondo me è sempre giusto considerare quanto giusto è stato fatto. La Fondazione Terre Medicee fa parte di questo pacchetto, dico che a occhio e croce vedo tanti problemi. Come ad esempio credo ci sano nel bilancio comunale, nella parte corrente».

E se la Fondazione rimarrà in piedi e ci sarò da nominare un direttore, Alessandrini risponde di non avere «alcuna idea di alcun direttore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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