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Mallegni attacca il sindaco «Museo Mitoraj in ritardo? Sì, e non mi dicono niente»

Luca Basile
Mallegni attacca il sindaco «Museo Mitoraj in ritardo? Sì, e non mi dicono niente»

Parole velenose del senatore verso l’amministrazione: non sono stato più coinvolto da quando ho lasciato l’assessorato alla cultura

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pietrasanta. Il museo Mitoraj? «Francamente sono anch’io un po’ preoccupato per questo ritardo nei lavori. Non ne conosco i motivi, anche perché non vengo coinvolto da tempo. Andrebbe chiesto a chi amministra». Parola del senatore Massimo Mallegni.

Lo spazio espositivo dedicato alle opere dell’artista polacco, da realizzarsi sulle ceneri dell’ex mercato comunale, doveva essere inaugurato nel 2019. A distanza di anni è ancora un progetto su carta tra problematiche, perplessità e correzioni di rotta. Scenari che non sembrano rasserenare lo stesso senatore Mallegni, che non lesina missive critiche al sodale e sindaco Alberto Giovannetti.

Da sindaco, prima e da senatore, poi, ha condiviso e lanciato l’idea del museo: oggi ne sta seguendo sempre l’iter di progettazione e realizzazione?

«Grazie a Jean Paul Sabatiè e a Stefano Contini abbiamo avuto il via libera per fare il museo del maestro a Pietrasanta e grazie all’aiuto che mi ha dato il collega Yoram Gutgeld siamo riusciti a convincere il ministro Dario Franceschini della bontà della proposta e a farci assegnare due milioni di euro. Non posso dimenticare la contrarietà del Pd locale quando proponemmo il Museo e la sua collocazione, ma poi le cose cambiano. Circa l’iter, come detto, non sono stato più coinvolto né informato su cosa stia accadendo dal giorno in cui ho lasciato l’assessorato alla cultura».

Perché non era presente all’incontro romano fra il ministro Franceschini e il sindaco Giovannetti?

«Perché nonostante fossi stato informato dal ministero dell’incontro il sindaco non ha ritenuto necessaria la mia presenza».

Su alcune opere pubbliche - piazza Carducci, piazza Statuto, piazza XXIV Maggio, museo Mitoraj - l’amministrazione Giovannetti sembra navigare a vista fra improvvisazione, bocciature di progetti e ripensamenti: qual è il suo pensiero?

«In tanti anni da sindaco ho sempre tentato di progettare un Comune con una visione di medio lungo termine cercando di coinvolgere più attori possibili . Ma ovviamente io sono uno normale, oggi ci sono persone molto più capaci di me».

Consiglieri e coalizione sono a conoscenza delle scelte del sindaco?

«Questa amministrazione ha fatto molto e molto altro sta facendo. Alberto si impegna moltissimo in prima persona assumendosi ogni responsabilità politica e non solo. Circa la condivisione sinceramente non so rispondere, spero di sì».

Cosa ne pensa della nuova piazza Carducci?

«È facile giudicare da fuori. Ogni volta che ho fatto un lavoro pubblico da sindaco c’erano sempre favorevoli e contrari. Una cosa la ricordo bene però, il coraggio. Serve sempre. Piazza Carducci è stato un grande lavoro; forse, ma non vuole essere una critica, manca del “verde”, andrebbe pedonalizzato tutto e andrebbe messo qualche tavolo in meno».

Sarà Giovannetti il candidato sindaco del centrodestra fra due anni?

«Andreotti, quando gli fu proposta la candidatura alla Presidenza della Repubblica disse, “grazie, anche se essendo un uomo di media statura non vedo giganti attorno a me”. Non vedo quindi giganti e penso che Giovannetti vorrà rifarlo».



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