Il dolore
«Adamo Bernardi lo voglio nella mia giunta: fa la differenza»
Il sindaco appena eletto ringrazia chi lo ha sostenuto «Chiederemo di rivedere il progetto sul cavalcavia di Querceta»
Tiziano Baldi Galleni
Seravezza. Mentre gli amici e sostenitori del suo comitato elettorale assaporavano già il clima di festa, dentro la sede elettorale a Querceta in via Aurelia, Lorenzo Alessandrini salutava all’esterno i cittadini con pacatezza e serenità. Sapeva ormai di essere lui – per la terza volta – il neo primo cittadino di Seravezza. Aveva già gli scarponi ai piedi: metafora che spesso ha usato in campagna elettorale per ricordare gli anni in cui gestì l’emergenza dell’alluvione nel ’96 e per far capire ai cittadini che la sua amministrazioni sarebbe stata al servizio dei seravezzini con impegno e sacrificio. Ma non si è mai scomposto ieri pomeriggio, mentre si prendeva il trionfo via, via che i risultati dei vari seggi arrivavano e confermavano la supremazia della sua lista quasi in ogni sezione del Comune. «Pensavo che il mio elettorato fosse morto quando mi hanno chiesto di ricandidarmi – ha detto a caldo Alessandrini –. In realtà quando incontravo la gente ad esempio al supermercato qualcuno mi abbracciava e mi faceva sentire il proprio calore, ma questo non dava l’immagine di una mia preferenza. Invece in campagna elettorale abbiamo capito che il mio nome funzionava e la mia persona convinceva al di là del fatto che fossi esperto del settore».
Lorenzo Alessandrini, 62 anni e attuale funzionario della protezione civile nazionale, si è preso il Comune di Seravezza con più voti di quelli delle altre due liste di candidati messe insieme. Con una percentuale del 50,03 (relativi a 3029 voti) contro il 31,98 per cento della lista di Valentina Salvatori (1936 voti) e il 17,99 per cento della lista di Elena Luisi (1089 voti). Su 11mila 194 elettori si sono recati alle urne in 6mila 250, per una percentuale del 55,83%
Il risultato era apparso abbastanza chiaro già quando i primi dati che hanno iniziato a circolare davano Alessandrini in testa. Da lì in poi è stato un continuo applauso quasi ad ogni dato che è arrivato dai restanti 13 seggi. «Rendo onore alle mie avversarie – ha proseguito il sindaco – perché sono state coraggiose e hanno lavorato sodo: è stata una gara, pur con qualche colpo quasi proibito, complessivamente corretta e ci ritroviamo con un’amministrazione che si ricostituisce. Sono contento perché il mio è un gruppo affiatato e non ci sono stati litigi fra di noi. Abbiamo pensato solo a cercare voti con allegria ed entusiasmo. C’è una parte giovane sorprendente ma anche degli esperti che hanno fatto da guida e sono stati dei pilastri che hanno portato la lista alla vittoria».
Per il neo primo cittadino quello che la sua lista ha colto è stata l’«esigenza di cambiamento». Prima di tutto un cambiamento politico, cioè dopo 20 anni di centrosinistra (Mazzucchi, Neri e Tarabella). E poi una voglia di avere altri interlocutori nell'amministrazione, come ha più volte sottolineato Alessandrini anche in campagna elettorale. La giunta sarà decisa nei prossimi giorni e probabilmente il vicesindaco sarà Adamo Bernardi (è stato il candidato più votato con 479 preferenze). «Adamo mi servirà in giunta, l’ho estirpato da Pietrasanta dove vediamo la differenza che ha fatto quella città in questi anni rispetto a Seravezza». Mentre una delle opere pubbliche di cui la neo giunta si occuperà è il cavalcaferrovia di Querceta. «Chiederò alla Provincia una proposta alternativa perché non si può spaccare in due il Comune e bloccare il traffico. Se non ci sarà faremo adeguare questo in modo che al massimo rimarrà chiuso uno o due mesi».
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