Gioco
Mai ripristinato l’asfalto dopo i lavori per la fibra
Le strade dell’ex Campo d’Aviazione sono sottosopra dall’inizio dell’estate E in altre zone la situazione non è migliore e mette in pericolo pedoni e ciclisti
Donatella Francesconi
viareggio. La protesta arriva, al Tirreno, dai residenti all’ex Campo d’Aviazione alle prese con le strade devastate dall’intervento di realizzazione delle tracce per il passaggio della fibra ottica: «Non vi dico come sono ridotte le strade al Campo d’Aviazione per colpa della fibra, ormai da prima dell’estate», sono le parole di un lettore. Via dei Lecci quasi per intero, in direzione Nord-Sud, è attraversata – lato monte – dalla lunga “ferita” nell’asfalto ricoperto solo di pietre che si sgretolano, costringendo i pedoni a “pattinare” sul ghiaino. In alcuni tratti qualcuno ha provveduto a dare una mano di bitume. Ma la situazione è cambiata di poco.
Non se la passano meglio via dei Partigiani, via Volpi, via De Ambris, via Orzali, via Buozzi (all’angolo con la via Corridoni l’asfalto è sottosopra), via De Bonis che all’angolo con via Indipendenza vede un pericoloso intreccio di tracce.
In realtà, tutte le strade dove l’impresa Open Fiber ha realizzato le tracce sono rimaste segnate dall’asfalto che non è stato mai ripristinato. Adesso, proprio da oggi, sono previsti nuovi interventi a Don Bosco e quartiere Marco Polo (vedi articolo a lato in questa pagina): anche in questo caso la preoccupazione dei residenti è quella di ritrovarsi con la strada sottosopra. Perché ci sono stati casi in cui l’asfalto a copertura delle tracce della fibra non si è più visto.
«Per legge», è la spiegazione che lo scorso anno l’azienda Open Fiber ha dato al Tirreno – «bisogna fare un ripristino stradale provvisorio. Dopodiché bisogna dare tempo allo scavo di assestarsi e può trascorrere anche un mese, e poi c’è la stesa dell’asfalto definitivo». “Anche un mese”, appunto. Ma ci sono strade per le quali la condizioni dell’asfalto a inizio lavori non è mai stata ripristinata.
«Di solito», spiegava ancora Open Fiber, «procediamo con la mini trincea, larga dieci centimetri e profonda 30, a margine della strada». Ma uno “sfregio” nell’asfalto profondo 30 centimetri, se non ripristinato, diventa un trappola per le due ruote sia a pedali che a motore. Soprattutto su strade che per intero sono state “affettate” da un lato all’altro.
A chi – in qualità di titolare di una attività di fronte alla quale l’asfalto non è mai stato ripristinato dopo i lavori per la posa della fibra – ha posto al Comune la questione della necessità di riparare il danno, è stato risposto che «l’azienda che esegue i lavori ha potere di decisione e il Comune non può niente».
E i cittadini si chiedono e chiedono: «Se il Comune non può/non vuole fare nulla contro la ditta che ha eseguito i lavori, non può comunque intanto bitumare i solchi che c’è rischio inciampo sulle strisce pedonali?». Perché proprio pedoni e ciclisti corrono i rischi maggiori a causa dello stato delle strade. In via dei Lecci, per esempio, nel tratto interno al quartiere, denso di attività commerciali, i pedoni non hanno marciapiedi ma camminano sull’asfalto nella porzione di strada che è stata per loro delimitata da una striscia sull’asfalto e che è invasa dal ghiaino: una situazione pericolosissima soprattutto per i più anziani.
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