Sicurezza
Oggi e domani alle urne per il nuovo sindaco
Sono oltre 19mila i massarosesi chiamati a scegliere il primo cittadino per i prossimi cinque anni. Le regole del voto
Massarosa. Era la fine di maggio del 2019 quando i cittadini di Massarosa sono andati alle urne per eleggere il sindaco, dopo dieci anni di amministrazione di Franco Mungai. Da quella tornata elettorale stravinse il candidato del centrodestra Alberto Coluccini. Ma la sua esperienza di governo si è interrotta prematuramente e dopo appena due anni e mezzo ai cittadini viene chiesto di scegliere di nuovo. Questa volta il quadro è leggermente cambiato: da una parte il centrodestra si è ritrovato diviso e due partiti, Lega e Forza Italia, hanno scelto di affidarsi a un ex assessore della giunta di Fabrizio Larini, Carlo Bigongiari. L’ex sindaco riprova a candidarsi con la sua lista civica e con il supporto di Fratelli d’Italia. Dal lato centrosinistra la candidatura di Simona Barsotti del Pd ha rinsaldato in parte la coalizione che invece alla scorsa tornata era andata separata. Sotto il suo nome ci sono cinque liste: Pd, Cinquestelle, Sinistra Comune e due liste civiche. Alla sua sinistra ci sono ancora coloro che critica l’operato Dem. Qui Sonia Sacchetti ha raccolto l’ala dissenziente e c’è una lista composta da personalità di Rifondazione Comunista e Pci.
Complessivamente sono 19.419 gli elettori massarosesi chiamati alle urne nella giornata di domani (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15). Gli elettori massarosesi si troveranno al seggio una scheda con i nomi dei candidati a sindaco e le undici liste che complessivamente li appoggiano. Diverse le modalità di espressione del voto. Si può indicare solo il sindaco, senza segnare alcuna lista. Oppure si può indicare una lista, e in quel caso il voto si estende al candidato sindaco collegato. Si possono poi votare sia sindaco che lista, anche in modo disgiunto, cioè un partito che non sostiene il candidato sindaco scelto. In ogni caso si possono dare nessuna, una o due preferenze ai candidati consiglieri: in quest’ultimo caso dovranno essere di sesso diverso, pena la nullità della seconda preferenza.
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