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Ceragioli, bis vicino «Salviamo il Palio»

Gabriele Buffoni
Ceragioli, bis vicino «Salviamo il Palio»

A metà ottobre le elezioni per il presidente della Pro Loco «Dovremo adattare le manifestazioni alle restrizioni» 

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Gabriele Buffoni

seravezza. È scaduto giovedì sera il mandato triennale del consiglio della Pro Loco di Querceta. In attesa di nuove elezioni – che probabilmente si terranno dal 16 al 18 ottobre – si è concluso così uno dei trienni più difficili (causa Covid) della storia dell'associazione. A rimettere il proprio incarico anche il presidente Gianluca Ceragioli il cui nome, tuttavia, resta a oggi l'unico sul tavolo per una rielezione.

Ceragioli, è tempo di sciogliere le riserve: si ricandiderà?

«Sono disposto a farmi avanti. Serve però unità di intenti da parte di tutti: prima sarà necessario un confronto serio con le contrade e ricevere il loro appoggio. Un passo fondamentale, oggi più che mai visto che il nuovo consiglio dovrà guidare la rinascita».

Come escono la Pro Loco e il Palio da questa pandemia?

«Dire che non ne usciamo tutti con le ossa un po' rotte sarebbe una bugia. Se ripenso al primo anno, l'unico in cui siamo riusciti ad organizzare il Palio in tutta la sua interezza, l'amarezza ancora oggi si fa sentire: nel 2019 abbiamo superato ogni aspettativa per quanto riguarda il pubblico e la partecipazione, con un 15 per cento di presenze in più nel giorno del Palio rispetto agli anni precedenti. E anche il Festival fu un successo, con il sold out registrato praticamente in ogni serata. Purtroppo poi il Covid ci ha costretto ad annullare tutto per ben due anni: una tragedia per noi e per le contrade».

Pro Loco non è però solo Palio: cosa è stato fatto per il centro di Querceta?

«Nonostante le limitazioni dovute alla pandemia su questo ci siamo sempre dati da fare per garantire almeno ai commercianti della frazione, e so che hanno apprezzato molto i nostri sforzi, alcune iniziative come il cinema all'aperto o spettacoli per bambini che ci hanno permesso, almeno d'estate, di rianimare il centro cittadino».

Nel 2022 si parla di ripresa del Palio, ma nelle contrade c'è crisi sia economica che di affiatamento. Come ripartire?

«È impensabile intanto che con le restrizioni che ancora sono in atto si possa tornare subito a fare il Palio come ci ha abituati la nostra tradizione. Ritengo che ripartire sia vitale per il nostro mondo, per questo sarà necessario adattare le manifestazioni alle restrizioni anti-Covid. Soprattutto dal punto di vista logistico: il Palio ad esempio coinvolge, al di là del pubblico, oltre tremila di figuranti e bisognerà gestire al meglio la situazione partendo a lavorare fin da subito. Per quanto riguarda il profilo economico, sarà essenziale instaurare un serio dialogo con il Comune per avere degli aiuti concreti, e cercare di ridurre al minimo i costi delle varie manifestazioni rendendole un po’ più “popolari”».

A Seravezza domani si va al voto e si è tornati a parlare di PalaPalio: cosa ne pensa delle varie proposte?

«È sicuramente un'opera importante in quanto polivalente e utilizzabile non solo da musici e sbandieratori ma per tante altre attività e associazioni del territorio, ma per quanto riguarda il Palio servirebbe più di una sola struttura centrale: le contrade sono otto e tutte hanno bisogno di un posto adatto agli allenamenti, quindi almeno tre luoghi andrebbero individuati. Oggi però la priorità è ripartire: ben venga il PalaPalio ma prima c'è da salvare la manifestazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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