Il Tirreno

Versilia

Apuane Libere 

«Le proposte sulle cave non convincono»

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Seravezza. In occasione delle prossime elezioni comunali che si svolgeranno tra pochi giorni a Seravezza (3 e 4 ottobre), l’organizzazione di volontariato Apuane Libere, desidera chiarire ai propri soci e simpatizzanti che andranno alle urne in questo importante comune dell’alta Versilia, la propria posizione in merito ai soggetti candidati. «La nostra associazione – spiegano dal tritone apuano – che ha seguito da vicino le ultime vicende politiche e in cinque mesi dalla propria costituzione ha denunciato per ben tre volte gravissimi abusi ambientali dentro i confini comunali. Purtroppo le cose non sono destinate a variare», sostiene l’associazione.

«Abbiamo valutato attentamente i programmi di tutti e tre i candidati – spiega Gianluca Briccolani presidente di Apuane Libere – ma dobbiamo purtroppo concludere, che nessuno di questi prevede uno sviluppo alternativo a quella monocultura del marmo che da secoli ha visto la comunità seravezzina, supina». Risolvere il "problema cave" non vuol dire «solo redistribuire equamente la ricchezza, significa anche risolvere il problema dell'inquinamento delle acque, quello da polveri sottili - il certificato Arpat è perennemente sottochiave negli armadi comunali - provocato dal passaggio di 300 bilici al giorno sulle strade di Seravezza».

Gli ambientalisti ricordano «che a seguito della sentenza del 8 luglio 2020 emessa dal Commissario per la liquidazione degli Usi civici per Lazio, Toscana e Umbria, in quelle aree non si può escavare. Adesso tocca ai seravezzini – conclude Briccolani – voltare coraggiosamente le spalle a lobby interpartitiche».

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