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Il Parco adesso chiede la rimozione delle barche portate sul Massaciuccoli

Donatella Francesconi
Il Parco adesso chiede la rimozione delle barche portate sul Massaciuccoli

Manca il nullaosta ambientale. Angelini (Navigo): «Si tratta di un esperimento e non è prevista attività ricettiva»

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Donatella Francesconi

viareggio. Doccia fredda sulle due imbarcazioni che, con la collaborazione di Navigo, venerdì scorso sono approdate nel porticciolo di Torre del Lago, in pieno lago di Massaciuccoli. Ancora coperte, così che non si possa vedere come sono realmente, le due “chiatte” – o catamarani, per dirla con Navigo – dovranno lasciare il lago. Perché non hanno chiesto il nullaosta ambientale all’Ente Parco, presieduto da Lorenzo Bani, ancora fresco di nomina.

Un dietrofront obbligatorio che non convince il direttore del Consorzio Navigo, Pietro Angelini. Il quale, interpellato dal Tirreno, così argomenta: «Si tratta di un esperimento, per vedere come funziona quel tipo di oggetto. Mi pare che si faccia confusione sul principio». Perché i due catamarani, dotati di motori elettrici, assicura Angelini, «non sono destinate né ad abitazione né ad attività ricettiva. Si tratta di un progetto molto più grande. E la sperimentabilità di un oggetto non significa l’utilizzabilità dell’oggetto».

Non facile da comprendere, visto che le due imbarcazioni – siano quel che siano – hanno attraversato l’intera frazione, bloccando il traffico per ore, richiedendo anche l’intervento dei carabinieri, fino ad approdare all’acqua del lago caro a Puccini. Il tutto solo per un esperimento, secondo la spiegazione del direttore di Navigo.

Le barche, così risponde Angelini alla domanda del Tirreno su chi sia il capofila dell’avventura intrapresa fino a Torre del Lago, «sono di un’azienda pisana». E Navigo «segue il progetto più ampio che verrà dopo la sperimentazione». Dunque, qualsiasi atto emanerà il Parco, «sarà destinato alla società pisana».

Al quesito su quando se ne potrà capire qualcosa di più, Angelini frena: «Presenteremo il progetto quando sarà il momento». Intanto, si tratta solo «di un oggetti sperimentali per un periodo delimitato, dei quali stiamo cercando di capire la funzionalità», sono ancora le parole di Angelini.

In realtà cosa vi sia da sperimentare non si è capito. Ed è bene non dimenticare che il lago di Massaciuccoli e per gran parte tutta la zona circostante sono soggetti ai vincoli imposti nel 2008 dall’Autorità di bacino del Serchio relativi agli emungimenti di acqua. E sulla zona valgono tutti i vincoli ambientali del fatto che siamo in pieno territorio del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Difficile, dunque, che si possa pensare a strutture abitative, di qualsiasi tipo, dentro il lago. Strutture per le quali, circa tre anni, c’era chi aveva un progetto che intendeva presentare al Comune di Viareggio. ma che non sembra quello che ha portata le due grosse imbarcazioni nel lago a ridosso del Gran Teatro Giacomo Puccini.

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