Sicurezza
Ci sono metalli pesanti nel campo a Massarosa
L’Arpat ha analizzato alcuni campioni di terreno dove presuntivamente sarebbe stato sversato il Keu
Massarosa. Cromo, zinco, Cadmio ma anche nichel, antimonio e piombo. Sono solo alcuni dei metalli pesanti che sono stati rintracciati da Arpat, l’agenzia regionale dell’ambiente, su alcuni campioni di terreno presi dal campo di via Duccini, nella zona di Montramito. A richiedere le analisi la procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sui presunti sversamenti di Keu provenienti dalle concerie del Pisano.
E questa ipotesi potrebbe essere suffragata dal fatto che dai campioni prelevati il 25 giugno scorso, e finiti di analizzare il 12 luglio, è stata riscontrata la presenza di elementi chimici che sono compatibili con l’inquinamento da Keu: c’è il cromo (che in un campione arriva anche a 1889 milligrammi per chilo quando il limite èper un’area industriale è stabilito a 800), cromo esavalente, l’arsenico, l’antimonio, il piombo, cloruri e solfati; ma anche il cadmio, il vanadio, il rame il cobalto, zinco. Tutti elementi chimici che vengono indicati dai risultati di Arpat come eccedenti il limite consentito dalla legge. Non sono invece fuori norma i valori che riguardano gli idrocarburi pesanti.
Se questi valori siano rilevanti nell’ambito dell’inchiesta, questo dovrà essere valutato da una relazione dettagliata che riporti gli elementi chimici con quelli compatibili con i fanghi inquinanti.
Secondo le carte dell’antimafia infatti, dal gennaio 2019 fino al 27 febbraio dello stesso anno sono stati sversati nell’ambiente 3.300 metri cubi di materiale pericoloso, come testimoniato anche da filmati ripresi dall’elicottero dei carabinieri. Si tratta di quelli che in codice vengono chiamati appunto Keu, cioè ceneri di risulta dei fanghi: si tratta materiali altamente tossici, che presentano valori inquinanti tali da non poter essere riusati in alcuna maniera. Alcuni di questi fanghi sarebbero stati riversati per il riempimento di un campo nella zona industriale di Montramito, esattamente in via Duccini, a due passi dall’impianto di smaltimento di Pioppogatto. Il fatto che siano stati utilizzati per questo tipo di cantiere, per di più in una zona nella quale la permeabilità verso la falda acquifera aggrava la situazione e pone all’ordine del giorno la necessità di un’operazione di bonifica dell’intera zona.
Numerose sono state le richieste, sia da parte dell’amministrazione Coluccini che dalle forze politiche dell’opposizione affinché si procedesse immediatamente alle operazioni, prima che i materiali inquinanti arrivassero nelle acque superficiali del padule.
C.B.M.
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