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Carnevale di Viareggio

Carri del Carnevale, si contano i danni: «Ma è andata bene...»

Simone Pierotti
Carri del Carnevale, si contano i danni: «Ma è andata bene...»

Il nubifragio del secondo corso non ha provocato grossi problemi alle costruzioni Galli: «Quando ho rivisto le foto dei fulmini ho pensato che l’abbiamo scampata»

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Simone Pierotti

Viareggio. Come panni stesi al sole. Messi lì, ad asciugare nel piazzale della Cittadella dopo il diluvio, universale pure quello, del giorno prima. All’indomani della seconda sfilata di Carnevale si fa, per modo di dire, la conta dei danni. Nel senso che, fortunatamente, i mascheroni hanno retto e non c’è stato niente di irreparabile per i prossimi corsi mascherati.

Tutti tirano un bel sospiro di sollievo, insomma. Anche se il pensiero comune di chi ieri mattina bazzicava in Cittadella, anche tra semplici passanti venuti per fare due chiacchiere, è che non ci si può sempre appellare al fatto che «è andata bene».

«Al momento non dovrei aver subito grossi danni – dice Alessandro Avanzini mentre guarda il sole illuminare il volto del suo indio – dovrò solo aspettare un paio di giorni quando saranno asciutti l’impianto audio e quello luci, sperando che non ci siano cortocircuiti. Siamo stati fortunati che la parte più consistente della bufera si sia abbattuta altrove, verso Massa».

Luca Bertozzi si ritrova più o meno nella stessa situazione: «Alla fine si è staccata solo un po’ di stoffa che abbiamo usato per la membrana del collo della tartaruga principale: ci sta, era stata fissata con la colla a caldo, facciamo presto a sistemarla. Eravamo più preoccupati per gli impianti, soprattutto per le luci perché non sono da esterno: le avevamo coperte a scopo preventivo, quindi non dovrebbero esserci sciupate. Quando ho visto il cielo diventare nero ho fatto subito scendere le maschere dal carro».

Uno scenario infernale, come lo definisce Luigi Bonetti in riferimento alla sua costruzione incentrata sullo scontro tra angeli e demoni: «Si sono sciupate leggermente delle rocce che formano la base della carretta, ma è roba di poco conto. Anch’io, come altri miei colleghi, aspetterò che si asciughino ben bene gli impianti».

Nell’hangar accanto al suo c’è Roberto Vannucci che, inizialmente, preferisce trincerarsi dietro un «Non commento perché non c’è niente da commentare». Poi, almeno sulle condizioni della sua costruzione, si sbottona: «In alcuni punti si è solamente inumidita la carta, per il resto tutto nella norma. È la dimostrazione che i carristi sanno fare i carri in sicurezza…».

Un pensiero, questo, condiviso da Massimo Breschi: “È vero, rispetto a una volta vengono adottati più accorgimenti in caso di maltempo e i movimentisti sono molto professionali. È il rischio legato agli spettacoli all’aperto: da ragazzo ho lavorato con D’Alessandro e Galli e ho seguito diversi concerti in giro per l’Italia, ho visto volare dei palchi… Ricordo un concerto di Tina Turner a Catanzaro Lido, roba da apocalisse».

Il carro di Priscilla Borri e Antonino Croci è stato l'ultimo a rientrare in Cittadella domenica: «Ci siamo presi fino all'ultima goccia - commenta lei - i libri sulle parti laterali si sono inzuppati d'acqua e hanno ceduto appena appena, ma niente di preoccupante».

Nell'hangar di Luciano Tomei uno dei suoi aiutanti è salito sul cestello elevatore per rattoppare una parte del braccio destro del grande clown-pittore: per la sfilata di sabato sarà come nuovo.

Non si rilevano danni significativi nemmeno sui carri di Jacopo Allegrucci e di Fabrizio Galli: «Però abbiamo avuto tanta paura - aggiunge quest'ultimo - a rivedere certe foto con fulmini e saette viene da dire che l'abbiamo scampata».

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