Sicurezza
Carnevale, parlano gli ideatori della mascherata delle Oceaniche: «Il messaggio è arrivato»
Viareggio. Per certi versi è stato un salto indietro nel tempo, a quel 7 febbraio del 1875 in cui un gruppo di viareggini fece irruzione all'interno del Regio Teatro Pacini con una mascherata che prendeva di mira l'amministrazione comunale. Un richiamo alle radici del Carnevale, alla sua vena dissacrante che non ha timore dello sberleffo nei confronti del potere, usando al contempo l'arma della risata con fine intelligenza. E questo hanno fatto i ragazzi che domenica scorsa hanno sfilato in Passeggiata vestiti da Oceaniche, le vele donate dal suo autore Giulio Turcato alla città di Viareggio, poi rimosse da piazza Puccini durante i lavori di rifacimento e finite accatastate in un deposito comunale.
L'idea è di due ragazzi viareggini, Daniele Ceragioli e Luca Tuccori, portata poi in corso assieme agli amici Alberto, Linda, Giacomo e Giulia: «Ci sono sempre piaciute le mascherate a tema e ragionavamo su qualcosa di dinamico e attuale – racconta Ceragioli – abbiamo pensato alle Oceaniche di Turcato perché è un argomento di cui si è discusso in città per diversi mesi e che ha fatto parlare di Viareggio a livello nazionale: sono state riprodotte su pannelli di poliuretano espanso, leggeri e allo stesso tempo rigidi».
Un'idea che è piaciuta agli spettatori («In parecchi ridevano, dalle tribune qualcuno ci ha applaudito: il messaggio è arrivato») e perfino all'assessore alla cultura Sandra Mei («Credo che abbia accettato col sorriso quella che è anche una satira nei suoi confronti»).
Ceragioli, però, non vuol parlare di polemica politica: «Macché, abbiamo solo riportato l'attenzione su una vicenda di cui, oltretutto, non s'è saputo più nulla. È stato fatto tutto con spirito goliardico e, a modo nostro, ci siamo messi in gioco».
S.P.
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