Sicurezza
Il palio scalda i motori della ripartenza
Dopo due anni di vuoto gli organizzatori sono già al lavoro: problemi economici, ma le prospettive ci sono
Gabriele Buffoni
Querceta. Non riscalda ancora i motori ma intanto il Palio dei Micci di Querceta cerca di scuotersi di dosso le ragnatele. Dopo il grande vuoto lungo due anni le otto contrade stanno ricominciando a muovere i primi passi per ricostituire i propri gruppi e riprendere le attività in vista di un 2022 - questa la speranza della Pro Loco, ormai prossima al rinnovo del proprio consiglio - in cui poter tornare quantomeno ad una pseudo-normalità, lasciandosi alle spalle l'incubo del Covid-19 (e le limitazioni che la pandemia ha portato con sé). Al di là delle casse semivuote (dato che al posto delle sagre gastronomiche è stato possibile - non per tutte le contrade - organizzare solo qualche sporadica cena su prenotazione) a proporsi come trascinatori per gli otto gruppi storici sono stati proprio i giovani. Se una perdita a livello numerico c’è stata tra i contradaioli più coinvolti, è infatti altrettanto vero che i primi a riunirsi e a rimboccarsi le maniche per ripartire sono stati musici e sbandieratori. «Tra qualche giorno i nostri ragazzi si riuniranno per organizzare gli allenamenti - racconta Roberto Leonardi, presidente del Ranocchio - nonostante la speranza sia sempre l'ultima a morire, non ci confidavo più di tanto: invece ho notato con piacere che la volontà di riprendere da parte dei giovani c'è. Bisogna poi capire se effettivamente tutti questi segnali positivi si trasformeranno in qualcosa di concreto, ma anche solo la prospettiva è rincuorante». «Abbiamo fatto una prima "conta" e grosse perdite non dovremmo averle registrate – ammette fiducioso il presidente del Pozzo Alessio Quiriconi – resta da vedere con che spirito torneranno ad allenarsi dopo uno stop tanto lungo ma già questo è un primo, importante passo positivo». «La situazione non è semplice – racconta il presidente del Ponte Francesco Sarti – ma neppure disperata. Abbiamo iniziato a radunare i nostri musici e sbandieratori per i primi allenamenti e per adesso se ne sono presentati circa la metà rispetto al periodo pre-pandemia. Però sono sicuro che non si tratti di addii ma solo di un allontanamento temporaneo: quel che è certo è che serve ripartire perché se non ritorneremo a coinvolgere i giovani con le gare e le altre manifestazioni allora non riusciremo a ricucire questo strappo». Proprio sul tema della ripartenza intanto matura sempre più la consapevolezza che per riportare in auge il Palio nel 2022 servirà trovare un compromesso con i problemi ancora legati agli strascichi della pandemia. «Il Covid-19 è stato una bella batosta per tutte le contrade – ammette Giovanni Boccoli, presidente della Lucertola – però abbiamo resistito: me ne sono accorto anche internamente, con l'ingresso nel nostro consiglio di diversi giovani contradaioli. Il prossimo - dichiara - dovrà essere una specie di anno zero per il Palio, per certi aspetti andrà ripensato». «Qualcuno purtroppo in questi due anni si è allontanato – commenta il presidente della Madonnina Giampiero Boccelli – ma sono sicuro che riprendendo le manifestazioni e le gare riusciremo a riportare i ragazzi in contrada: per questo è importante metterci quanto prima intorno ad un tavolo e non farci trovare impreparati».
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