Il Tirreno

Versilia

il lutto 

Addio a Cacciatori, superstite di Sant’Anna

Salvato da un soldato il giorno dell’eccidio, a lungo ha insegnato allo Stagi. Ha realizzato sculture in tutto il mondo

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pietrasanta. Alcuni giorni fa ci ha lasciato il professor Carlo Cacciatori, per anni insegnanti all’Istituto d’arte Stagio Stagi , oggi liceo artistico, che ha voluto andarsene in silenzio senza clamori nel suo stile. Era nato nel 1937, figlio di Bruno degli studi di scultura F.lli Cacciatori in via Crocialetto a Pietrasanta: all’età di sette anni si trovò coinvolto nelle tragiche vicende dell'eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944. Messo al muro per la fucilazione assieme a buona parte della sua famiglia fu graziato da un giovane soldato in uno dei pochissimi gesti di umanità di quella mattinata. Parlerà pochissimo e con poche persone della sua esperienza di superstite.

Era discendente di un dinastia di artisti: Benedetto Cacciatori, il nonno, insegnante di scultura all’accademia di Brera ricevette dalla casa Savoia la commessa per le statue della cappella della Sacra Sindone. Carlo manifestò analoghe doti e talento nella scultura e nel disegno. Sin da giovanissimo proseguì le attività artistiche della famiglia, collaborando col padre nello studio di via Crocialetto, occupandosi della modellazione dei modelli in creta e della scultura in marmo. Si diplomò all’accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida dei fratelli Leone e Marcello Tommasi e dal 1963 viene assunto come insegnante di modellato plastico nell'istituto d'arte di Pietrasanta, in seguito denominato Istituto Statale d’arte Stagio Stagi, dove insegnerà a generazioni di allievi fino alla pensione nel 1996.

All’insegnamento affiancò la sua produzione artistica di sculture ed arte grafica, prevalentemente ispirate all’arte della tauromachia, collaborando con le più grandi gallerie d’arte e fonderie europee. Mantenendo viva la tradizione scultorea pietrasantina a tema sacro, ricevette numerosi incarichi anche negli Stati Uniti, Messico e Honduras e collocando numerose creazioni scultoree nel cimitero di Staglieno a Genova. Sua la progettazione e la realizzazione del fregio in marmo lungo 52 metri raffigurante la vita di Gesù per la tomba di padre Pio a S. Giovanni Rotondo.

Insieme a stimati architetti e colleghi artisti, fondò a Pietrasanta la ditta Dam, decorazione artistica del marmo, che avvalendosi di particolari ed esclusive tecniche rilanciò il marmo come elemento decorativo nell’architettura moderna. I lavori commissionati sono presenti negli show room di importantissime e ben note maison di moda, in importanti palazzi in Europa, negli Stati Uniti e in Medio oriente. Per il suo stile scultoreo e grafico, sempre innovativo e fuori dagli schemi, viene accolto come membro onorario dell’Accademia Tiberina di Roma. Da metà anni ’70 si dedicò alla scultura in bassorilievo per medaglie d'arte, alla progettazione di oreficeria in oro, a creazioni numismatiche ed effigi commemorative (sue le dodici medaglie sulla Sacra sindone destinate al collezionismo, e la medaglia dedicata Papa Giovanni Paolo II).

Marito e padre esemplare, costantemente presente e dedicato alla sua famiglia, lascia la moglie Mimma, i figli Paco e Manolo, il fratello Mario e le due nipotine, confortati dai profondi valori che in ogni momento ha saputo trasmettere loro.

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