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Salvato dai bagnini “volontari”: «Regole da rivedere subito»

Luca Basile
Salvato dai bagnini “volontari”: «Regole da rivedere subito»

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forte dei marmi. Tardo pomeriggio: il mare rumoreggia increspando le onde. Poca gente sulla spiaggia, qualche bambino che gioca. Nicola Pucciarelli, bagnino dell’Onda Marina 1 di Vittoria Apuana, è – per sua precisa decisione – sulla battigia. Non è un dettaglio: la sua presenza, non dovuta vista l’ordinanza in atto che di fatto dal 15 settembre non prevede la sorveglianza in mare fatta eccezione per il fine-settimana, servirà a salvare, da lì a pochi istanti, una vita. «È successo tutto molto in fretta – racconta Pucciarelli –: avevo notato una persona in difficoltà a circa 500 metri dal mio stabilimento. Ho cominciato a correre mentre questa stessa persona agitava le braccia, chiedendo aiuto. Ho preso il primo patino disponibile, quello più vicino allo specchio d’acqua dove si trovava quest’uomo. Sono entrato in mare supportato, da lì a poco, da un altro bagnino, Simone Scimbelli, del Sud-Est. Devo essere sincero: sono stati momenti complicati, anche perché il patino non era in buone condizioni e quindi le difficoltà si sono subito accentuate. Con uno sforzo notevole, siamo riusciti a raggiungere l’uomo: si trovava, in mezzo alle onde, a un centinaio di metri dalla riva. Nel frattempo era uscito anche un altro patino con una coppia di bagnini. Alla fine siamo riusciti a riportare questo turista straniero, sui 60 anni di età, a riva. Non era nelle condizioni di salvarsi da solo e senza il nostro intervento sarebbe sicuramente annegato. Un intervento, quello che abbiamo fatto, importante e decisivo e che, personalmente mi inorgoglisce, ma non è questo il punto. Quello che conta è che oggi è stata salvata una vita. Ma se ci fossimo attenuti alle disposizioni in vigore saremmo a raccontare un’altra storia. Ed è questo l’aspetto, a mio avviso, che va evidenziato: non si può, dopo il 15 settembre, fare a meno dei bagnini e della sorveglianza in mare. Va garantita ogni giorno, quanto meno fino a tutto settembre, una presenza, anche fatta a “isole”, ma in modo che le persone sulla spiaggia non siano abbandonate al proprio destino. Il nostro mestiere presuppone professionalità, generosità e sacrifici: sappiamo di rischiare, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare in contesti sicuri. Per noi stessi e per i bagnanti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è andata bene: ma smettiamola di sfidare il destino. Cambiamo le regole e tuteliamo chi va in spiaggia. Anche a settembre» .

Luca Basile

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