Il Tirreno

Versilia

Terza dose di vaccino a undici “fragili”

Matteo Tuccini

Sono i primi versiliesi a riceverla: seguiranno 200 tra dializzati e trapiantati. Poi toccherà a oncologici e immunodepressi

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Matteo Tuccini

viareggio. Undici versiliesi “fragili”, cioè persone che sono particolarmente a rischio in caso di infezione da Covid, hanno ricevuto ieri la terza dose di vaccino in ospedale. Sono i primi in assoluto sul nostro territorio. E, ovviamente, non saranno i soli.

Il programma, infatti, prevede che l’ospedale Versilia contatti per la terza vaccinazione anti-Covid (con Pfizer o Moderna) circa 200 persone tra dializzati e trapiantati. «Non si tratta di un vero e proprio richiamo – dice Giacomo Corsini, direttore del Versilia – piuttosto di una dose che rafforza la protezione fornita dalle due precedenti. Parliamo di pazienti che vengono seguiti direttamente dall’ospedale e che, per la loro fragilità, devono avere il massimo di copertura possibile dal virus. Tant’è vero che, nel loro caso, la terza dose può essere fornita anche a distanza di un mese dalla seconda».

Anche i malati oncologici e gli immunodepressi saranno chiamati dall’Asl per fissare l’appuntamento con la nuova vaccinazione, che però non verrà fatta in ospedale: la somministrazione avverrà nei centri vaccinali come il Terminetto. Una stima, approssimativa, parla di 8mila persone da contattare: tenuto conto dei ritmi raggiunti dal Terminetto, non servirà moltissimo per completare l’operazione.

Di seguito le categorie individuate come fragili dalla Regione per la somministrazione della terza dose di vaccino: trapiantati di organo solido in terapia immunosoppressiva; trapiantati di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica); persone in attesa di trapianto d’organo; persone in terapia a base di cellule T esprimenti un Recettore chimerico antigenico (cellule Car-T); malati oncologici o onco-ematologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure; persone con immunodeficienze primitive (per esempio sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile, eccetera); persone conimmunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (per esempio terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario, eccetera); persone in dialisi e con insufficienza renale cronica grave;pregressa splenectomia;sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/μl o sulla base di giudizio clinico.

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