Gioco
Dai sogni di Anna Frank alle favole di Sepulveda: la magia delle mascherate
Nella palestra della cartapesta torna a fare capolino anche la satira politica E Michele Canova firma un’opera a quattro mani insieme a Gionata Francesconi
Simone Pierotti
Viareggio. Dopo la promozione in seconda categoria di Marzia Etna e le retrocessioni di Emilio Cinquini e Adolfo Milazzo è iniziato il nuovo triennio tra le mascherate di gruppo: nove le opere in concorso in quella che - a ragion veduta - viene considerata la "palestra del Carnevale", dove i vari costruttori hanno sperimentato nel corso degli anni nuove forme e linguaggi da sviluppare poi tra i carri.
Il diario di Anne di Silvano Bianchi. La mascherata è dedicata alla figura di Anna Frank e al suo celebre diario in cui raccontò «paure, ma anche sogni e speranze per il futuro», speranze che vivono ancora libere «come farfalle». Farfalle che, non a caso, figurano in questa mascherata.
Gioco di K'Arte a Korte di Michele Canova. La notizia, qui, è la collaborazione artistica di Gionata Francesconi, che torna così nel mondo del Carnevale a sette anni dalla sua ultima apparizione. Tra re e regine, fanti e guerrieri, l'opera è un omaggio all'arte di Lele Luzzati.
Tu sei il mio mondo di Edoardo Ceragioli. Il messaggio della costruzione sta nel gesto istintivo di una bambina che protegge gli occhi del suo orsacchiotto in modo da impedirgli di vedere i mali del mondo: la curiosità è che nel corteo a terra c'è una bimba in carne e ossa con un peluche in mano, ed è la figlia di Ceragioli stesso.
Vola solo chi osa farlo di Roberto De Leo e Vania Fornaciari. Come suggerisce il titolo, la mascherata ci ricorda le divertenti e commoventi favole dello scrittore cileno Luis Sepúlveda, una delle tante personalità che il Covid-19 ci ha portato via lo scorso anno, qui rappresentato assieme a vari personaggi di sua creazione.
Senatori a vitae di Stefano Di Giusto. Satira politica per il debuttante Di Giusto con un simpatico gioco di parole: i vari Salvini, Renzi, Berlusconi, Mattarella, Monti e perfino Andreotti, raffigurato con un busto, si avvitano ben bene - con tanto di movimento - alle loro poltrone.
Un mondo di plastica di Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini. La plastica è diventata uno dei principali problemi dell'inquinamento dei nostri giorni: secondo i due mascheratisti, l'ultima speranza è riposta nei bambini, i primi ad accogliere messaggi per un corretto riutilizzo del materiale di cui sono fatti i loro giochi.
Madama Butterfly di Giacomo Marsili. Omaggio artistico alla struggente storia d'amore raccontata dall'opera senza tempo di Giacomo Puccini: qui Marsili narra con la cartapesta il personaggio di Cio Cio San, il suo mondo culturale, le sue virtù e le sue passioni. Come a dire: una delle eccellenze viareggine che celebra un'altra eccellenza cittadina.
La famiglia alternativa di Libero Maggini. Qui i celebri personaggi della famiglia Addams vengono utilizzati come allegoria per raffigurare il dibattito sul quale si scontra la politica, quello delle famiglie arcobaleno. Da un lato i benpensanti che vedono solo i modelli precostituiti, dall'altro chi guarda più al sentimento che alla forma.
Da vicino nessuno è normale di Matteo Raciti. Prima mascherata di gruppo per il giovane artista siciliano e subito un tema forte e delicato, quello delle malattie mentali: ad aprire la scena è Marco Cavallo, l'animale in cartapesta che nel 1973 fu simbolo della liberazione per i pazienti dell'ultimo ospedale psichiatrico gestito da Franco Basaglia a Trieste.
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