Il dolore
Un “diego” è una dose di coca da 80 euro
viareggio. Un “diego” nel linguaggio impiegato nel giro di spaccio messo su da una giovane madre viareggina e dal suo compagno, un cittadino marocchino, corrisponde a una dose da 80 euro che viene chiamata – così hanno ricostruito gli inquirenti – anche “grande”, “intero”, “uno”. Con il termine “carlino” si fa riferimento, invece, a una dose da 40 euro (detta anche “mezzo”, “quartino”, “quattro”, “arabà” che in arabo vuol dire quattro).
Il termine “piccolo” sta a indicare una dose da 20/30 euro: «A seconda della pezzatura», si legge nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Lucca, Simone Silvestri, «e delle richieste del momento viene detta anche “ventino” o “juj”, in arabo due o un “trentino” o “tetla”», dall’arabo tre.
La cocaina in generale – nelle intercettazioni di cui è ricca l’inchiesta – viene chiamata “baida”, dall’arabo bianca.
D.F.
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