Il Tirreno

Versilia

Concessioni demaniali, svolta imminente 

«Serve una riforma per evitare casi come quello del Mokambo»

Angelo Petri

La questione dei canoni demaniali non riguarda solo gli stabilimenti balneari ma anche negozi, circoli nautici e varie attività 

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Forte dei Marmi. Proprio mentre al Forte le spiagge guardano con ottimismo all’autunno inoltrato (ieri è uscita l’ordinanza di proroga dell’apertura dei Bagni al 7 novembre, ndr) si accende l’annosa questione delle concessioni demaniali, perché i rumor dicono che il presidente Mario Draghi vorrebbe portare al Consiglio dei Ministri la questione e magari risolverla con una riforma della concorrenza. Sull’argomento è intervenuto ieri anche l'onorevole Umberto Buratti che da ex presidente dei balneari fortemarmini e da ex-sindaco conosce e segue con attenzione, da anni, la materia.

«Il Pd - ricorda Buratti - sta lavorando a una riforma organica della materia che tenga conto delle specificità del nostro demanio su cui non ci sono solo stabilimenti balneari ma anche negozi, cinema, distributori di benzina, circoli nautici e altre attività. Il Governo dovrà rappresentare in Europa la specificità della nostra offerta turistica balneare e schierarsi con le nostre imprese. I Comuni costieri e le imprese balneari hanno bisogno di certezze e di un quadro giuridico idoneo che tuteli e rafforzi il nostro sistema turistico». «Se lo Stato volesse – continua il parlamentare – potrebbe rideterminare i canoni concessori e contestualmente avviare una riforma complessiva dei beni demaniali. Ogni volta, infatti, che si parla di spiagge si evidenzia il basso gettito dei canoni con l’immancabile esempio del “Twiga”. Ebbene poco distante da quella struttura e a 100 metri dalla storica “Capannina”, lo Stato è proprietario di un immobile abbandonato che non rende niente: zero canoni, nessun gettito fiscale e occupazione». Buratti fa riferimento, infatti, all’ex Mokambo, la pizzeria ristorante che chiuse i battenti ormai quattordici anni fa, e che da allora è precipitata in un progressivo degrado, che nel cuore della zona più pregiata del Forte non rappresenta, esattamente, il miglior biglietto da visita per la città, tant'è che il Comune, nei mesi passati, è stato indotto a coprirla con delle foto panoramiche del paese. E finora, va detto, sono fallite anche tutte le procedure per darla in concessione a qualcuno che la rilanci. « Noi siamo pronti, come parlamentari Pd, a sostenere il lavoro del Governo per affrontare e risolvere la questione delle concessioni sul demanio marittimo e a collaborare con il Ministro Garavaglia per far sì che ci sia una soluzione definitiva e condivisa da tutto il Governo». Attualmente giova ricordare che la legge di Bilancio 2019 (approvata da M5S e Lega) ha prorogato fino al 2034 le attuali concessioni balneari, violando così la direttiva europea. Violazione che è costata a dicembre dello scorso anno una nuova lettera di messa in mora della Commissione Ue nei confronti dell’Italia, inducendo anche l’Antitrust, la scorsa primavera, a chiedere con urgenza al Governo la modifica dell’attuale situazione.

Angelo Petri

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