Il Tirreno

Versilia

L’appello 

Regina chiede aiuto «Vogliamo aprire la casa-rifugio per persone trans»

Cesare Bonifazi
Regina chiede aiuto «Vogliamo aprire la casa-rifugio per persone trans»

È un immobile dato dalla Regione e confiscato alle mafie  Ospiterà otto persone ma serve denaro per metterlo a posto

3 MINUTI DI LETTURA





Cesare Bonifazi

Viareggio. Un luogo segreto, protetto dal male del mondo. Questo è il progetto di “Casa Marcella”, un’abitazione che costituirà in futuro un riparo sicuro per persone trans e non binarie che non sapranno come trovare un tetto sopra alle proprie teste. Si tratterà di un’abitazione di accoglienza temporanea che la Regione ha affidato ad alcune associazioni per farne una casa rifugio. È stata tolta dalle mani della mafia per trovare nuova vita. È in un luogo segreto in modo che nessuno possa dare fastidio ai suoi ospiti. Il tempo futuro è necessario e doveroso perché la casa ha bisogno di essere ristrutturata e arredata per compiere la sua missione e aprire la porta di una vita serena a chi è stata negata. Per questo è stata attivata una raccolta di fondi online (al sito www.produzionidalbasso.com/project/apriamo-casa-marcella) promossa dalle due associazioni che hanno in mano il progetto: a guidarlo il Consultorio Transgenere di Torre del Lago.

La sua guida, Regina Satariano, fa appello a tutti per donare: «Viviamo in un momento storico in cui si parla di violenza e c’è un grande bisogno di unione e fratellanza all’interno della comunità Lgbt+. Questo progetto ha come obiettivo r la creazione di una casa rifugio dedicata alla memoria di Marcella Di Folco, attivista e politica trans, storica presidente del Mit (Movimento Identità Trans di Bologna), scomparsa nel 2010. Un luogo di accoglienza temporanea per persone trans e non-binarie, che per questo sono vittime di discriminazione e violenze. È un servizio di assistenza in emergenza, dedicato a persone che vivono una condizione di rifiuto e isolamento da parte delle loro famiglie, amici e società».

E spiega: «Gran parte delle persone trans in Italia incontra enormi difficoltà nel coming out per paura di sentirsi rifiutata e ritrovarsi sola, senza un posto in cui vivere. Molto spesso adolescenti si ritrovano le valige fuori dalla porta di casa e le serrature cambiate. Persone trans adulte altrettanto spesso non intraprendono un percorso per timore di perdere lavoro, casa e famiglia. Parliamo di persone che hanno bisogno di una dimora sicura dove trovare protezione e ritrovare le forze, in un ambiente confortevole e sereno in cui esprimere liberamente la propria identità».

All’interno di Casa Marcella saranno avviati programmi specifici e di supporto psicologico individuale volti a garantire autonomia economica e l’inserimento sociale dell'utenza. Dall’accompagnamento ai servizi territoriali alla ricerca di un lavoro, dall’orientamento professionale all’accesso ai servizi sociali, dentro Casa Marcella si può fare un passo importante, verso una vita libera dalla paura.L'appartamento ospiterà fino a sei persone, più altre due in caso di emergenze.

Per aprire le porte di Casa Marcella dobbiamo sostituire l’impianto idraulico e le piastrelle in cucina, ristrutturare il bagno, dai sanitari alla caldaia. In generale è necessario un ripristino dell’impianto elettrico e di riscaldamento, una completa imbiancatura e pulizia. Per far sì che sia casa, inoltre, occorrono: una cucina e una sala da pranzo accogliente, le camere da letto, gli elettrodomestici, la biancheria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini