Toscana
La satira politica, l’Europa e Merkel per il debutto di Marzia Etna
Una costruzione pensata per celebrare l’uscita dal Covid «Non è andata così, ma comunque c’è voglia di allegria»
Simone Pierotti
viareggio. Si dice che la satira politica sia pressoché sparita dal Carnevale di Viareggio (anche) perché certi scenari cambiano in tempi e modi talmente rapidi che l’idea per un carro o una mascherata rischia di perdere quasi subito attualità. E questo accadeva già negli ultimi anni, figuriamoci adesso che i corsi mascherati sono slittati di parecchi mesi. E lo sanno bene Marzia Etna e il figlio Matteo Lamanuzzi, al debutto tra i carri di seconda categoria con la costruzione “Europafest”: doveva essere letto, nelle loro intenzioni, come un grande evento sulle orme di un’immaginaria Oktoberfest una volta passata “a nuttata” (leggasi “emergenza sanitaria”). E invece…
IL TEMA
E invece non solo la pandemia non è ancora finita, ma c’è anche un quadro politico profondamente mutato: la cancelliera tedesca Angela Merkel, protagonista principale del carro, non si è infatti ricandidata alle elezioni federali in programma in Germania a fine settembre.
Per la cronaca, gli altri personaggi sono lo spagnolo Pedro Sanchez, il francese Emmanuel Macron, il britannico Boris Johnson, «quello che ho disegnato e modellato in tempi più brevi perché lui è già di per sé una caricatura» racconta Etna. E soprattutto Giuseppe Conte, rispetto all'anno passato, non è più il presidente del Consiglio.
Poco male, dice Etna: «Conte fa comunque parlare ancora di sé, è presente sulla scena politica e ormai è un volto noto a tutti. E poi il soggetto del carro può essere visto come una grande festa d’addio alla Merkel, un po’ come quando si festeggia chi va in pensione, da parte dei capi di Stato europei».
Ma sì, la bellezza di un carro sta nelle molteplici letture di significato che uno può attribuirgli. «C’era sicuramente un altro scenario quando l'avevamo ideato – ammette Etna –: era stato concepito con l’idea di divertirci, eravamo stati chiusi in casa per tre mesi e c'era il desiderio di svagarsi. Doveva essere una festa per tutti, ma in fondo lo è ancora: in questo carro c’è voglia di allegria».
IL CARRO
E in effetti basta ricordare la coinvolgente presentazione dei bozzetti di un anno fa: ragazzi e ragazze in abiti bavaresi a ballare sulle note delle musiche dell’Oktoberfest.
«Sono veramente tanti, speriamo che collaborino e ci diano retta» è l’auspicio di Etna. Che, parlando del carro realizzato assieme al figlio Matteo e al marito Giancarlo («È il nostro perno oltre che un abile carpentiere, mentre sto parlando con voi è lì sotto che salda, non finisce più…») lo definisce «vecchio stampo, col mascherone centrale» ma al tempo stesso «con tanti movimenti, aperto e arioso. E c’è parecchio lavoro dietro».
Ed è anche «un carro che mi rappresenta: un giorno, passandoci davanti, Gionata Francesconi mi ha detto “Si vede che l’hai fatto te”. Ed è vero: per me il Carnevale è sì un momento di riflessione, ma da vivere con spensieratezza. E infatti avremo tante canzoni carnevalesche, tra cui quella che Giovanni Madonna ha scritto appositamente per una mia costruzione, come avviene già da alcuni anni». Detto della masnada di giovani che animeranno il carro, una menzione speciale per le amiche di Etna: «Sì, le mie Babbions, come si fanno chiamare: mi avevano sempre promesso che un giorno sarebbero montate su un mio carro quando lo avrei realizzato, dopo quasi quarant'anni avevano perso ogni speranza».
Eppure, proprio quando la seconda categoria sembrava un miraggio, quasi una chimera, è arrivata la promozione: «Adesso comincio a essere agitata, lo confesso. Finalmente usciremo dagli hangar, abbiamo effettuato il collaudo, ora sto toccando con mano che è tutto vero». Sì, come nel caso di Luciano Tomei in prima categoria non è mai troppo tardi per emozionarsi per un debutto.
(3-continua)
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