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«Mio padre lasciato fuori dai medici e dalle forze dell’ordine»
pietrasanta. Protesta la figlia di un 72enne invalido: «Mio padre ignorato e lasciato fuori dai medici e dalle forze dell’ordine».
«Lunedì 6 settembre – racconta la donna – poco prima delle 20 mio padre è caduto in casa sbattendo la testa e ferendosi a una gamba (con protesi all’anca) e a un braccio. Ho chiamato il 118, sono arrivata al pronto soccorso alle 21,15 e lo stavo aspettando al triage quando, verso le 21,30, ho visto la guardia della vigilanza del Versilia che lo stava portando in carrozzina fuori, nel piazzale davanti all’ingresso del pronto soccorso, senza che nessuno lo avesse visitato e con la gamba che perdeva così tanto sangue da creare una grossa macchia sull’asfalto e una scia di sangue nel tragitto che aveva percorso. Mio padre era stravolto, tremava per l’agitazione. Ha detto che non ne poteva più dal dolore, che stava perdendo tanto sangue dalla gamba e che nessuno lo aveva ancora medicato nonostante le sue insistenze. Poi, esasperato dalla situazione, ha iniziato ad agitarsi e offendere i medici. Sicuramente ha alzato troppo i toni, ma si tratta sempre di un paziente invalido al 100% e loro sono pur sempre medici che dovrebbero saper gestire le problematiche, non solo fisiche, dei pazienti che gli si presentano».
«Alle 21,35 – prosegue la donna – ho chiamato i carabinieri di Viareggio, ma l’uomo con cui ho parlato mi ha risposto che, poiché mio padre stava male ed era fuori dal pronto soccorso, era nel posto giusto e quindi la faccenda non era di loro competenza, ma di competenza dell’ospedale Versilia. Allora i presenti, preoccupati per il sangue che mio padre stava continuando a perdere, mi hanno sollecitato a chiamare il 118 per farlo trasferire in ambulanza al pronto soccorso di Massa. Così ho fatto alle 21,47, ma il 118 mi ha risposto che dovevo portarlo io stessa a Massa perché non era loro competenza. Non era competenza di nessuno, ma intanto mio padre era stato abbandonato fuori dal Versilia ferito e sanguinante. Poi ci sono venuti incontro tre medici e lo hanno riportato dentro: uno solo si è scusato». L’uomo ha poi trascorso la nottata in ospedale, per essere dimesso la mattina successiva.
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