Gioco
L’omaggio dei fratelli Breschi all’Italia che lotta contro la pandemia
L’applauso del grande clown rivolto a tutti quelli che sono in prima linea, dai medici agli infermieri
Simone Pierotti
viareggio. Dimmi che il tuo carro parla del Covid senza dirmi che il tuo carro parla del Covid. Volendo scomodare l’ormai inflazionato trend di Tik Tok, questo hanno fatto i fratelli Massimo e Alessandro Breschi con la loro costruzione di seconda categoria “Applausi”. Perché sì, affrontano il tema del Covid, omaggiando però lo straordinario lavoro di medici e infermieri così come la forza, lo spirito di sacrificio, la solidarietà e in certi casi la leggerezza con cui gli italiani hanno saputo affrontare l’emergenza sanitaria, soprattutto durante la prima ondata. Un inno al nostro Paese, ma senza retorica né populismo, da celebrare attraverso la spensieratezza e "il volto sincero" delle maschere della commedia dell’arte.
IL TEMA
«Il titolo del carro dice tutto – spiega Massimo Breschi – quello che posso dire è che gli italiani si meritano un applauso per quello che è stato, per quello che è e per quello che sarà, o almeno speriamo. E dunque applausi ai dottori, agli infermieri, alle forze dell’ordine e a tutti quelli che hanno dato il loro contributo in un momento difficile. È l’Italia che si umanizza».
Ed è stata l’Italia che si affacciava ai balconi per suonare la chitarra o usare pentole e mestoloni a mo’ di strumenti musicali. L’Italia che si gustava l’aperitivo in terrazza con la compagnia a distanza del dirimpettaio o del vicino di casa. E un po’ dello scenario urbano di quei tremendi mesi della primavera 2020 rivive nel carro dei Breschi, tra panchine deserte e finestre spalancate ma senza nessuno che si affacci. Anzi: sui muri delle case che fanno da scenografia sono stati disegnati alcuni murales simil-Banksy ideati da Uanlab, laboratorio creativo viareggino specializzato in grafica e wrapping, che raffigurano vari soggetti tra cui il bacio tra innamorati che indossano la mascherina, un ragazzo con una bomboletta spray da cui esce un arcobaleno e una dottoressa con una mascherina con il logo di Superman.
IL CARRO
E allora vediamo nel dettaglio come si sviluppa la costruzione. I due fratelli hanno puntato su un grande mascherone centrale, un clown bianco circondato da un gigantesco tricolore italiano. «Il pagliaccio eseguirà un movimento delle braccia davvero particolare: inizialmente sarà tutto piegato su di sé, con le mani a nascondere il volto, poi alzerà la testa e farà partire un grande applauso. E qui sarà accompagnato dalle maschere della commedia dell’arte, icone di un pensiero positivo, in rappresentanza delle varie Regioni italiane».
Giusto: siamo a Carnevale e quale modo migliore di tratteggiare il nostro Paese ricorrendo ad Arlecchino, Colombina, Rugantino e le altre maschere? E non potevano certo mancare Burlamacco e Ondina in veste di padroni di casa «anche se, più che un Carnevale, sarà una grande parata di carri».
Una parte della coreografia sarà oltretutto scandita dalle inconfondibili, struggenti note di “Maschereide”, partendo da quel “Permesso, eccoci tutte quante, dell’uomo siam le maschere in veste stravagante”, il vero inno del Carnevale. «Tutto giocherà su una serie di aperture e chiusure – aggiunge Breschi, spiegando poi che – davanti al carro verrà srotolato un grande vessillo lungo venti metri con le bandiere dei Paesi del mondo».
E a bordo si esibirà, nelle vesti di mimo, Marella Samperi, la compagna di Massimo Breschi. L’altro brano che caratterizza le coreografie è “Smile” suonato da Lady Gaga al pianoforte proprio durante i primissimi mesi di pandemia per raccogliere fondi a favore dell’Oms. Epperò, a sentire Breschi che parla del suo carro, il pensiero corre a “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori… «Certo, c’è anche quella», ribatte subito lui. Nient’altro da aggiungere, il messaggio è già arrivato a destinazione.
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