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Salvato col defibrillatore, la moglie ringrazia il medico e il bagnino

L.B.
Salvato col defibrillatore, la moglie ringrazia il medico e il bagnino

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pietrasanta. «Mio marito deve la vita a tutte quelle splendide persone che, due giorni fa, lo hanno soccorso. Persone che non finirò mai di ringraziare». Agnese Galardi ha la voce rotta dall'emozione, sospira, accenna qualche parola, poi con un sussurro rimarca ancora: «Sono stati veramente straordinari».

Il marito di Agnese, l'82enne Cosimo Stella, mercoledì scorso, mentre passeggiava a due passi dal pontile di Tonfano, si è sentito male: il cuore ha cominciato a percuotere irregolarmente nel suo petto. Un'aritmia maligna, molto pericolosa. È caduto a terra, ha perso conoscenza. Di lì a poco sono intervenuti Nicola Lucchesi, bagnino e concessionario del bagno Tropicana, che ha effettuato un massaggio cardiaco e poi il medico dell'ospedale Versilia, Daniele Taccola, che si trovava, proprio in quei momenti, così concitati e drammatici, nello stabilimento balneare di famiglia, il Biancamano e che, utilizzando il defibrillatore in dotazione allo stesso stabilimento, ha dato la scarica che ha ridato impulso al cuore di Stella, già in arresto cardiaco.

«Cosimo – continua la moglie – sta abbastanza bene. Ovviamente è sotto controllo, però è tranquillo, come si può essere relativamente tranquilli in questi casi. Gli metteranno, a breve, un defibrillatore sottocutaneo e, se ho ben capito, dovranno anche valutare se intervenire o meno su una valvola cardiaca: ci faranno sapere. Ma già essere qui a parlare di lui in questi termini è motivo di fiducia nel futuro. Quando Dio vorrà torneremo ad abbracciarci. E sarà bellissimo».

I coniugi Stella sono clienti, da sempre, del bagno Firenze di Tonfano. «Una famiglia e una coppia splendida – dicono i concessionari , la famiglia Casani – e non è un modo di dire. Quanto accaduto a Cosimo ci ha ovviamente colpito tutti. È stata un'esperienza drammatica, vissuta momento dopo momento: la corsa all'ospedale, la paura del decorso. Adesso siamo tutti più tranquilli, grazie a chi lo ha soccorso». Peraltro proprio al bagno Firenze, in due occasioni diverse, il defibrillatore era stato utilizzato in altrettanti casi di emergenza conseguenti a salvataggi in mare. «Non ho parole per quanto fatto prima da Nicola Lucchesi e poi dal dottor Daniele Taccola, un grande professionista e da tutte quelle persone che hanno soccorso e aiutato Cosimo – aggiunge Agnese Galardi –: senza il loro intervento oggi mio marito non sarebbe più con noi. Sono molto credente, pregherò per loro. E appena ne avrò l'occasione li abbraccerò».

Come raccontato nella cronaca di ieri, la presenza di un defibrillatore ogni tre stabilimenti balneari è progetto fortemente voluto dalla categoria, su proposta di Taccola. Progetto sostenuto dall'allora amministrazione guidata da Domenico Lombardi con una particolare menzione che va, nel contesto, alla figura di Umberto Guidugli, notaio e storico presidente della Banca Versilia Lunigiana Garfagnana, scomparso un anno fa. Fu infatti proprio il presidente Guidugli a garantire il contributo economico necessario - per un importo di circa 35 mila euro - per l'acquisto di una trentina di dispositivi e fu sempre Guidugli a rassicurare i balneari e di conseguenza la comunità che non avrebbe esitato a supportare ulteriormente, sempre dal punto di vista economico, questa iniziativa. Se delle vite, in questi anni, sono state salvate, un ringraziamento va dunque fatto al “Notaio”, uomo e professionista che molto ha dato alla sua terra e alla sua gente.

L.B.

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