Il Tirreno

Versilia

«Strage di Viareggio, è il tempo delle risposte»

Donatella Francesconi
«Strage di Viareggio, è il tempo delle risposte»

Il Comune di Lucca scrive a una serie di Enti, compreso il ministero dei trasporti: «Chiediamo un incontro che abbia al centro la sicurezza lungo i binari»

3 MINUTI DI LETTURA





Donatella Francesconi

viareggio. Una dettagliata lettera del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini – che chiama a raccolta tutti i Comuni della Provincia affinché la sottoscrivano – inviata a Ansfisa (l’Agenzia nazionale per la sicurezza stradale e ferroviaria), Prefettura di Lucca, Provincia di Lucca, Regione Toscana settore trasporti, Fs Spa, Rete ferroviaria italiana, Trenitalia e Ministero infrastrutture e trasporti. Con oggetto multiplo così messo nero su bianco: -sicurezza trasporto ferroviario, e trasporto ferroviario merci pericolose; invito ad adempiere prescrizioni Ausl numero 12 dell’undici giugno 2013; verifica dell’esatto adempimento delle “Procedure di ordine tecnico amministrativo” e “Raccomandazioni” di cui alla Relazione di indagine della Direzione generale per le investigazioni Ferroviarie del 23 marzo 2012.

«Leggendo gli atti del processo penale per il disastro di Viareggio, e le relativi motivazioni delle sentenza emesse, sia di primo che di secondo grado, emergono gravi lacune ed inadempienze sul sistema di sicurezza del trasporto di merci pericolose», inizia la lettera. Inadempienze oggi confermate dalla sentenza di Cassazione. «Siamo pertanto a richiedere un incontro», così prosegue il testo, «finalizzato a informare e relazionare gli Enti firmatari della presente, nonché i Responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro delle società che si occupano di trasporto ferroviario, e della Associazione “Il Mondo che vorrei Onlus”, in riferimento ai seguenti punti», di seguito elencati. Per cominciare, «se sia stato predisposto e applicato concretamente un adeguato Piano di valutazione dei rischi, che tenga conto dell’attraversamento di convogli trasportanti merci pericolose, infiammabili, in stazione ed in tratti di territorio densamente popolati, con possibilità di deragliamento e urto dei vagoni e cisterne, anche attraverso la presenza del personale addetto alle stazioni». A seguire viene chiesto: «Se esiste un adeguato sistema di tracciabilità delle manutenzioni dei convogli e dei componenti rotabili in generale (ruote, assi, sale montate, sistemi di frenata, locomotori), aggiornato e di facile consultazione, sia per i convogli nazionali che stranieri. Quali siano le misure finalizzate alla mitigazione del rischio intraprese dalle aziende del Gruppo Ferrovie dello Stato in seguito all’esperienza derivante dall’incidente di Viareggio del 29 giugno 2009, e in base agli argomenti usati dai giudici nelle sentenze primo e secondo grado. Chiediamo altresì che sia predisposto ed attuato, un protocollo, tra le aziende del Gruppo Fs, i Comuni firmatari ed i loro uffici di Protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, il servizio 118, e le associazioni di soccorso che permetta, preventivamente, al personale in servizio la conoscenza del materiale pericoloso e non, trasportato dai convogli, oltre alle norme di comportamento, di informazione e di evacuazione eventualmente già esistenti, da tenere in caso di deragliamento e sversamento di qualunque sostanza pericolosa».

Adesso tocca a tutti i Comuni della provincia – primo fa tutto quello di Viareggio – sotto scrivere il documento. E agli Enti competenti, ministero per primo, predisporre le risposte che i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio tornano a chiedere a gran voce all’indomani delle motivazioni della sentenza di Cassazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web