Il Tirreno

Versilia

il sistema europeo 

I manager tedeschi sapevano «che i controlli erano formali»

D.F.

Le motivazioni della sentenza di Cassazione sposano le tesi dei giudici di primo  e secondo grado  sulle responsabilità

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viareggio. Conferenza stampa dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, tra i collegati on linea anche la signora Grazia Cascino, madre di Rosario Rodinò, uno degli operai morti nel rogo della ThyssenKrupp a Torino. Rodinò aveva solo 26 anni quando morì, insieme a sei colleghi, nel rogo della Thyssen. I manager tedeschi individuati come responsabili per quella tragedia, pur condannati in via definitiva, non sono in carcere. «Speriamo che i vostri, invece, vadano i galera», sono le parole – dense di amarezza – di Grazia Cascino.

Le persone cui fa riferimento la signora sono i manager di Gatx Germania, Gatx Austria, Gatx Europa e Officina Jungenthal condannati per il disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009 e 32 vittime.

Gli imputati stranieri nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio non la fanno franca con i giudici di Cassazione che sposano le tesi di Tribunale di Lucca e Corte d’Appello di Firenze: «Quale responsabile del team di gestione della manutenzione di Gatx Rail Austria», si legge nelle motivazioni della sentenza a proposito dell’imputato Roman Mayer, «il Mayer era a conoscenza del fatto che i controlli eseguiti dal team presso la Jungenthal erano meramente formali».

Parole agghiaccianti se si pensa che si trattava di mettere in circolazione treni che trasportavano merci pericolose. «Mayer», continuano i giudici di Cassazione, «era chiamato dalle sue funzioni a concorrere perché fosse noleggiato un carro cisterna privo di difetti che pregiudicassero la sicurezza del suo utilizzo. Quindi, a verificare che il carro cisterna da noleggiare fosse stato correttamente manutenuto. Verifica da compiere accertandosi che l’officina presso la quale erano state eseguite le attività di manutenzione fosse dotata dei titoli abilitativi necessari ed organizzata secondo standard di qualità riconosciuti come adeguati. Il Mayer non aveva compiuta la verifica».

Johan Mansbart era, nel 2009, amministratore di diritto sia di Gatx Rail Austria che di Gatx Rail Germania e vertice amministrativo anche di Gatx Rail Europe. Di lui, i giudici di Cassazione scrivono, netti: «Egli noleggiava il carro (a Trenitalia, dr) ancorché non correttamente manutenuto».

Le motivazioni della sentenza riassumono anche ciò che è emerso, prima dalle indagini della Procura di Lucca e poi nel corso del processo di primo e secondo grado, rispetto alla Officina Jungenthal di Hannover, controllata da Gatx: «La complessiva organizzazione dei controlli a ultrasuoni e magnetoscopici presso l’Officina Jungenthal è stata rinvenuta gravemente deficitaria».

D.F.

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