La protesta
Moretti chiamato a rinnovare la rinuncia alla prescrizione
Viareggio. Riservare «al giudizio di rinvio la verifica della volontà dell’imputato di rinunciare alla prescrizione dei reati di omicidio colposo»: è quanto dispone per Mauro Moretti la sentenza di Cassazione nel merito del disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 vittime. All’epoca, Moretti era amministratore delegato di Ferrovie. La mattina del 30 giugno 2009 era già a Viareggio, prima sui luoghi della strage, poi in Municipio. Per spiegare al mondo che aveva gli occhi puntati su Viareggio come la causa di quanto accaduto fosse da ricercare unicamente nella frattura dell’assile che aveva ceduto, provocando il deragliamento del convoglio carico di Gpl. E che Ferrovie non avevano alcuna colpa e non avrebbero sborsato un euro. In primo grado, davanti ai giudici del Tribunale di Lucca, nel processo durato tre anni, Moretti non è mai stato in aula. Diversamente dalla scelta di essere presente a tutte le udienze d’Appello, a Firenze. Nell’ultima udienza, all’ultimo termine utile, Moretti dichiarò la rinuncia alla prescrizione. E la presidente del Collegio, Paola Masi, chiese se l’imputato fosse consapevole che la rinuncia aveva valore per tutti i reati.
D.F.
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