Attenzione
Parte l’esame alla Camera della legge antifascista
Ne dà notizia il sindaco Verona che ha promosso la raccolta di firme Il provvedimento sarà vagliato dalla commissione Giustizia il 9 settembre
Tiziano Baldi Galleni
Stazzema. Un’escalation veloce, durata meno di un anno. Durante il quale – dopo l’idea nata dal sindaco Maurizio Verona – è stato formato il comitato promotore della legge antifascista d’iniziativa popolare, sono state raccolte quasi 250mila firme, sono state consegnate alla Camera dei deputati. E la prossima settimana il disegno di legge sarà già oggetto di discussione. Con precisione il 9 settembre. Sarà la commissione giustizia della Camera ad avviare l’esame della proposta popolare contro la propaganda e la diffusione di tutto ciò che riconduce al nazifascismo, dai gadget in vendita che riportano quelle simbologie ad altre azioni – anche frasi scritte sui social – che inneggiano a quelle ideologie. A dare l’annuncio di questo primo passaggio è stato il sindaco di Stazzema. «È un successo inaspettato – dice Verona –. Siamo partiti i primi di novembre dello scorso anno per la raccolta firme. E abbiamo raggiunto un numero incredibile (erano necessarie 50mila firme) arrivato oltre le aspettative. Anche con gli uffici comunali a cui si accedeva solo su appuntamento, perché in tutte le Regione in quelle settimane eravamo in zona rossa. E oggi, solo dopo tre giorni che si riapriranno i lavori parlamentari, avrà inizio la discussione: è motivo di grossa soddisfazione e di grande attenzione da parte di alcune forze politiche».
A sollecitare la discussione è stato Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati. È a lui che il sindaco Verona, insieme al comitato promotore della legge popolare, ha consegnato ad aprile scorso tutta la documentazione.
Il sindaco di Stazzema aveva conosciuto Fico nel 2019, quando il 12 aprile fece visita al Parco nazionale della pace a Sant’Anna. «Lui si era preso un impegno – prosegue Verona – e lo ha rispettato. Così come aveva fatto il presidente della commissione giustizia». E poi importante è stato lo stesso partito di cui il sindaco fa parte, il Partito democratico, che il giorno della consegna delle firme era presente con una delegazione guidata da Debora Serracchiani, capogruppo alla Camera del Pd. «Di solito le proposte popolari vengono messe in un cassetto – prosegue Verona –. E non dovrà neppure preoccupare se finirà questa legislatura: perché nel caso delle leggi di iniziativa popolare possono essere riprese dalla legislatura successiva. Che riprende i lavori da dove era rimasta la commissione precedente. Se verrà emendata, per essere modificata, – conclude il sindaco – spero che venga fatto per migliorarla. Manterremo l’attenzione alta finché non verrà approvata da uno dei due rami del parlamento». L’idea che sta alla base di questo disegno di legge è quello di punire con sanzioni concrete chi fa propaganda delle ideologie fasciste e naziste, anche online, e chi produce o vende oggetti che richiamano a quelle simbologie. Il testo della proposta è stato consegnato – come primo atto – alla cancelleria della Corte di Cassazione lunedì 19 ottobre in piazza Cavour a Roma».
Fra i primi sottoscrittori c’è anche Silvia Calamandrei, nipote di Piero Calamandrei e Adelmo Cervi figlio di Aldo Cervi ucciso dai fascisti assieme agli sei fratelli partigiani.
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