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La polemica 

Viareggio di nuovo in piazza per difendere la Lecciona

Cesare Bonifazi
Viareggio di nuovo in piazza per difendere la Lecciona

Corteo organizzato per sabato dal comitato contro la ciclabile in zona parco «Non siamo contro l’infrastruttura ma contro la modalità che è stata proposta»

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Cesare Bonifazi

Viareggio. «La Lecciona non si tocca». Il motto non cambia. E non cambierà fintanto che l’amministrazione non cambierà idea sul tracciato della ciclovia Tirrenica. Lo scontro è rimasto al palo: il Comune che la vuole far passare attraverso le dune della Lecciona, nel tracciato a sterro adesso presente, e i detrattori che invece vorrebbero farla passare dal viale del Tigli, dove una sorta di ciclabile c’è già.

Così il coordinamento che prende il proprio nome dallo slogan ha organizzato una nuova manifestazione per questo sabato alle 17.30, ritrovo davanti all’ingresso dello stadio dei Pini. Questa volta i manifestanti hanno deciso di sfilare per le strade di Viareggio per far sentire la propria voce. L’intenzione dichiarata dai manifestanti è «difendere la riserva naturale della Lecciona e per promuovere il passaggio della Ciclovia Tirrenica dal viale dei Tigli.

Si legge infatti nell’appello dei manifestanti che «la ciclovia Tirrenica è una infrastruttura indispensabile per una svolta ecosostenibile nel settore viario e turistico, che potrà influenzare positivamente l’economia del territorio senza compromettere le risorse naturali, di per sé un’attrattiva e una ricchezza per il benessere di tutti. Una opportunità che si trasformerebbe in un danno senza precedenti se dovesse passare dalla Lecciona». Non dunque una contrarietà al progetto in sé ma solo alla sua esecuzione.

«Una scelta infelice su cui l’amministrazione persevera nonostante sia inapplicabile in base alle normative vigenti, comprese le norme eurovelo che dettano le linee guida da seguire sulla realizzazione della ciclovia Tirrenica - dicono i detrattori - Una scelta portata avanti senza alcun confronto con la città né tantomeno con le associazioni ambientaliste, comitati, movimenti rifiutando di rispondere alle motivazione tecniche esposte, generando un conflitto che ha fatto crescere il dissenso esponenzialmente».

La scorsa manifestazione fu molto sentita anche se realizzata sotto forma di flash mob: «Lo sfruttamento ambientale mascherato da finto progresso sostenibile è ormai entrato purtroppo a far parte di molte decisioni politiche del paese e anche della nostra città. Per l’ennesima volta si torna a chiarire che il no alla Lecciona sta nel fatto che la Ciclovia Tirrenica è infrastruttura sovranazionale, di grande comunicazione, pensata per avere grandi flussi turistici, la cui realizzazione e manutenzione comporta inevitabile impatto ambientale - e si aggiunge - la Lecciona è un’area di grande pregio ambientale della Rete Natura 2000, riserva naturale del parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, tutelata da normative regionali, nazionali ed europee, dove la priorità è la conservazione della biodiversità, e quindi incompatibile con grandi flussi turistici che ne minaccerebbero l’integrità e sono da scoraggiare e non da incrementare. Il già grosso afflusso attuale dovrebbe essere controllato e regolamentato, l’accesso da parte dell’uomo alla Riserva naturale dovrebbe essere fatto “in punta di piedi” tutelando e rispettando la biodiversità, per questo una maggiore fruizione porterebbe a un aumento di danni alle strutture e all’ecosistema, danni che già ora avvengono e non sono né prevenuti né controllati dalle autorità con effetti negativi sulla qualità dell’aria e dell’acqua, sui cambiamenti climatici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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