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Il Covid non ferma la festa religiosa: benedizione e santino tradizione rispettata
Da 56 anni un artista dipinge Sant’Ermete, il reliquario è già esposto all’interno della chiesa parrocchiale
Forte dei Marmi. Festeggiamenti religiosi e poco più per il Patrono Sant’Ermete che per il secondo anno consecutivo vedrà il prossimo 28 agosto perdere quello smalto di festa di fine estate che ha sempre avuto.
Il reliquiario del Santo, comunque, è già esposto a fianco dell’altare nella Chiesa parrocchiale di via Duca d'Aosta, mentre è confermata alle 21 di questa sera la benedizione della città in forma semplice davanti al reliquiario del Santo Patrono, sul piazzale della Chiesa.
Domani, sabato, invece, la celebrazione ufficiale sarà quella delle 18.30 nel Parco delle Suore Canossiane. Niente fiera e niente fuochi, come si sa, e ancora non si sa nulla neanche dell’idea di fare un “focata simbolica” in piazza Garibaldi con l’intervento della Banda cittadina, utilizzando un braciere. Intanto da ieri è in distribuzione il nuovo “santino” patronale, una tradizione che vanta ormai 56 anni, ed è un disegno, ogni anno diverso, che celebra Sant’Ermete. «L’iniziativa, che comprende anche una poesia – spiega monsignor Piero Malvaldi, parroco della chiesa di Sant’Ermete – va avanti ininterrottamente dal 1965. Iniziò il mio predecessore don Sabucco che vergava direttamente il pensiero pittorico per affidare poi il disegno a un artista cittadino ospite. Io la ripresi fin dall’anno del mio ingresso (1996-97) ed è giunta felicemente fino a oggi conoscendo alterne fortune ma sempre ottenendo il plauso dei fedeli, ospiti e residenti. Quest’anno – continua Malvaldi - il “santino” è stato realizzato da Alfredo Ferrone. Rappresenta una nave (la Chiesa) con le vele aperte (in navigazione) nel mare della vita che segue un pesce (Gesù Cristo). Sulla vela maestra è raffigurato il volto del Patrono, il martire (vedi la palma) Ermete che indica la rotta. Per la poesia ha provveduto la maestra Poggi fresca vincitrice del premio poetico Città di Milano che, a partire da una frase del Vangelo (“Signore, lavami pure i piedi…) ci invita a seguire l’esempio di santità di Sant’Ermete. È una sorta di preghiera che potrete anche usare per la vostra devozione personale».
Come è ormai noto, i festeggiamenti sono stati annullati, non senza qualche polemica, per cercare di ridurre ogni rischio di contagio, adottando un provvedimento che riduca i possibili assembramenti. Tuttavia, per gli amanti delle tradizioni più irriducibili, sull’atto del sindaco, c’è una frase che lascerebbe aperta ancora qualche speranza di una “focata” in forma ridotta per conservare la tradizione. Ma al momento anche di questa ipotesi non c’è traccia nei fatti.
A.P.
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