Il Tirreno

Versilia

il caso aumenti 

Spazzatura a peso d’oro: il calcolo è nazionale

D.F.

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viareggio. Sono molti i Comuni italiani alle prese con aumenti importati del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che i cittadini coprono per intero attraverso la Tari. E l’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) ha protestato con il Governo e con Arera, l’Agenzia Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Tanto che proprio questa estate ha visto al lavoro Anci per presentare ad Arera l’analisi dei possibili miglioramenti per il secondo periodo regolatorio, dal 2022 al 2025.

Resta il fatto che i Comune italiani, quello di Viareggio compreso, sono alle prese con gli aumenti spalmati su tre anni di un sistema che prende in considerazione tutta una serie di parametri, comprensivi della presenza di impianti di trattamento dei rifiuti sui singoli territorio, dei costi sostenuti dal sistema-rifiuti per portare altrove quanto raccolto, dei ricavi che le singole aziende dei rifiuti mettono insieme dalla vendita del materiale differenziato. E basta un granello di polvere – per esempio le imprese che impiegano vetro riciclato e non ne acquistano più perché il prezzo della materia prima è più conveniente – a fare impennare il costo della Tari in questo o quel comune.

Certo, lo scopo di Arera e dei suoi modelli di calcolo è quello di ottenere un servizio rifiuti omogeneo in tutto il territorio nazionale. Al momento, però, l’unico risultato realmente messo a segna, sembra attingere alle tasche dei cittadini per far pagare un servizio – spesso zoppicante – a peso d’oro. Servizio di fatto gestito in monopolio, perché in Italia non si incentiva il conferimento dei materiali differenziati a privati direttamente dai cittadini.

D.F.

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