Gioco
Schianto in via Virgilio: un’auto trancia la tubatura del gas
viareggio. I danni – e che danni – li hanno riportati solo le auto. I rispettivi conducenti, invece, sono usciti illesi, al netto delle abrasioni (poche) e dello spavento (tanto). Ed è davvero una fortuna, perché l’impatto dell’incidente avvenuto ieri dopo mezzogiorno all’incrocio tra via Virgilio e via Trento, tra i più critici della Darsena, è stato udito persino dai residenti di abitazioni lontane centinaia di metri. Chiara la dinamica: una donna alla guida di una SangYong Korando che procede lungo via Trento “buca” lo stop e si scontra con una Audi Q2, con un uomo a bordo, proveniente da via Virgilio. Che, nella carambola, colpisce una vettura posteggiata e poi un palo della segnaletica. La macchina che ha provocato l’incidente, invece, perso il controllo, sale con due ruote sul marciapiede di via Trento, abbatte a sua volta un palo, trancia un tubo del gas e finisce la propria corsa sin quasi alla fine dell’incrocio successivo, quello con via Petrarca, vicino alla chiesa dei Sette Santi.
I conducenti, nessun altro a bordo, stanno comunque bene: sono usciti dalle proprie auto scossi, ma sulle proprie gambe, riuscendo a camminare senza difficoltà né dolori. Sul posto è intervenuta la polizia municipale, per mettere in sicurezza la tubatura danneggiata e per i rilievi, provvedendo inoltre a stoppare momentaneamente la circolazione su via Trento, nel tratto tra via Savi e via Virgilio.
L’incidente, l’ennesimo, riporta – tristemente – alla ribalta la pericolosità dell’incrocio in cui è avvenuto. I residenti sconfortati ringraziano il cielo «ché non c’è scappato il morto». Quelli più arrabbiati colgono l’occasione per ribadire la necessità di installare dei dossi – alti, possibilmente – per far sì che i conducenti delle auto in transito su via Virgilio siano obbligati a ridurre la velocità. E invece, pur trattandosi di una strada a senso unico, neppure troppo larga e con due file di parcheggi ai lati, sfrecciano ben al di sopra del limite consentito (per altro, vista la presenza di asili nido e scuole, siamo all’interno di una “zona 30”), ignorando deliberatamente i pedoni intenti ad attraversare sulle strisce pedonali. C’è un asilo nido, lì a pochi metri dal luogo dell’incidente. Basterebbe questo per tenere viva l’attenzione. Sull’incidente e sui problemi che lo riguardano. Oppure bisogna aspettare che ci scappi davvero il morto?
G.N.
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