Sicurezza
È morto Giovanni Berretti uno dei superstiti della strage
Nell’agosto 1944 era solo un bambino di 5 anni e riuscì a mettersi in salvo Giancarlo, come tutti lo chiamavano, aveva 82 anni e da tempo stava male
Stazzema. Giovanni Berretti, detto Giancarlo, spesso ricordava ad Enrico Pieri quella stessa scena del pomeriggio del 12 agosto del 1944. Ce l’aveva impressa nella mente: l’arrivo a casa sua di un bambino – era proprio Enrico – insieme a due ragazzine, Gabriella e Maria Grazie Pierotti di 13 e 14 anni, scampati alla morte, che nelle ore appena successive alla strage nazifascista, sporchi e spaventati, trovarono riparo e consolazione a casa sua con i suoi familiari.
Berretti da bambino abitava in località Val di Cava, un piccolo anfratto di case a Sant’Anna che i tedeschi durante la loro missione omicida tralasciarono per puro caso. Così si salvò insieme ai suoi cari. Ma oggi è un altro superstite, uno degli ultimi rimasti in vita, che è scomparso. Giancarlo è infatti deceduto ieri all’età di 82 anni. Era malato da diversi mesi e, seppure è rimasto sempre cosciente, si è spento piano piano. Era uno dei pochi superstiti che aveva deciso di rimanere lassù. Nonostante la ferita disumana. Nonostante il dolore per gli amichetti persi (aveva 5 anni nel '44) e un paese devastato. Anzi, a Sant’Anna aveva ristrutturato una casa, quella della moglie Leopolda Bertolucci (anche lei santannina e superstite), e se ne era costruita un’altra negli anni '80, ben visibile durante la salita della via crucis che porta al monumento ossario. Per quello che oggi è il Parco nazionale della pace si era sempre speso tantissimo, anche prima che fosse istituito per legge nazionale nel 2001. Anche il lavoro se lo era trovato in quel posto: Giancarlo Berretti lavorò per oltre 20 anni nelle vicine miniere della frazione stazzemese, dopo aver lavorato da giovanissimo a Pietrasanta nel settore del marmo, e contribuì alla realizzazione dell'attuale strada che porta alle case di Sant'Anna. Insieme alla moglie Leopolda, scomparsa il 20 agosto del 2009, si era sempre impegnato a coltivare la memoria della strage e a mantenere vive le tradizioni del paese, come i festeggiamenti per la santa patrona.
«E’ stata una persona importante per questo luogo di pace – ricorda Enrico Pieri, superstite e presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema -. Prima di tutto è stato un grande lavoratore, con una famiglia grande: ha accontentato tutti. Prima del ’92 lui e soprattutto la moglie “Polda” erano coloro che tenevano tutti i contatti con le istituzioni, e se il ricordo di Sant’Anna è rimasto vivo è anche grazie a loro». Insieme per anni hanno abitato davanti alla piazza della chiesa. «Giancarlo era una persona gentile - prosegue Pieri - e non parlava molto, di quelli che lavorano dietro le quinte e sono felici così». Lo scorso 2 giugno, il sindaco Maurizio Verona gli aveva conferito la cittadinanza benemerita del Comune di Stazzema, data ai superstiti ancora in vita. Allora quarantadue, oggi quarantuno. Il primo cittadino di Stazzema ha anche espresso il cordoglio per la scomparsa di Giancarlo Berretti: «Sono molto addolorato, Giancarlo viveva a Sant'Anna e la sua presenza qui, la sua partecipazione discreta e riservata, quanto costante e assidua, alla vita del paese, era per tutti noi un profondo piacere», ha detto Verona. La cerimonia funebre si svolgerà oggi, mercoledì 25 agosto, alle ore 16 nella chiesa di Sant'Anna di Stazzema. Il feretro sarà tumulato nel cimitero del paese.
Tiziano Baldi Galleni
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