Gioco
«Carnevale da fare in qualsiasi caso» La Fondazione difende le sue scelte
Il vicepresidente Szorenyi: «Non possiamo permetterci di perdere i contributi della Regione Toscana»
Claudio Vecoli
Viareggio. Il dado è tratto. Anche se mezza città è contraria allo svolgimento di questa edizione autunnale del Carnevale di Viareggio, con l’inizio dei lavori di allestimento delle tribune di piazza Mazzini la macchina di Burlamacco si è messa in moto. E – come ha spesso ripetuto la presidente Marialina Marcucci con un’iperbole – i corsi si faranno anche a porte chiuse e senza pubblico. Un paradosso. Ma di certo quella che inizierà fra meno di un mese (la prima sfilata è fissata per sabato 18 settembre) sarà una edizione straordinaria in ogni senso. Infatti, anche se quello del 2021 è stato ribattezzato Carnevale universale, decreti Covid alla mano al momento vi potranno accedere non più di cinquemila persone. Così, considerato che cinquemila sono i biglietti cumulativi già venduti in prevendita nei primi mesi dell’anno (tutti o quasi acquistati da chi abita in Versilia) , quello che andrà in scena sui viali a mare sarà tutt’al più il Carnevale dei viareggini.
Non solo. Sempre stando alle prescrizioni per manifestazioni come il Carnevale, si potrà assistere alle sfilate soltanto da seduti e ciascuno dal proprio posto. Insomma, quasi uno spettacolo teatrale, senza quel coinvolgimento che le rigide regole anticovid giocoforza impediranno.
A tutto ciò si aggiunge la contrarietà delle categorie economiche, che da giorni manifestano il loro mal di pancia per un Carnevale che non potrà portare benefici economici alla città (di fatto, senza biglietti disponibili, le sfilate sono “chiuse” ai turisti) , che invece porterà quasi certamente disagi alle attività all’interno del circuito (a partire dall’accesso ai bagni, impossibile senza un biglietto) e che è stato vissuto come calato dall’alto (sia nelle date che nelle modalità) . Senza contare il quasi certo bagno di sangue economico che le restrizioni comporteranno in termini di incassi.
Nonostante le mille problematiche che già si profilano all’orizzonte, in Fondazione si continua a difendere con tutte le forze la scelta di andare avanti comunque. Come il vicepresidente Marco Szorenyi: «Non possiamo permetterci di perdere il milione di euro di contributo della Regione Toscana – spiega il numero due della Fondazione – e tutti gli altri finanziamenti che ci arrivano per l’organizzazione della manifestazione. È chiaro che questi arriveranno soltanto se il Carnevale si farà. E noi contiamo che, proprio in virtù dell’eccezionalità di questa edizione caratterizzata dal Covid, questi contributi possano essere anche più consistenti di quelli passati».
Ma non è soltanto una questione di contributi. «Se dovesse saltare l’edizione 2021 – prosegue il braccio destro di Marialina Marcucci – metteremmo in difficoltà le aziende artigiane che lavorano nel mondo del Carnevale. Con qualche costruttore che potrebbe non farcela a proseguire la propria attività».
Per quello che riguarda i problemi più pratici, Szorenyi spiega che la Fondazione è al lavoro per trovare delle soluzioni che limitino il più possibile i disagi. «Per quello che riguarda i clienti dei bagni che il giorno dei corsi vorranno andare al mare negli stabilimenti all’interno del circuito, stiamo studiando la possibilità di un pass che permetta l’ingresso alla spiaggia. Per questo abbiamo però bisogno dell’ok della Prefettura».
Per i cinquemila posti a sedere, invece, oltre alle tribune di piazza Mazzini saranno montate delle sedie simili a quelle degli spettacoli che si tengono in Cittadella lungo il perimetro del circuito. «Su questo è al lavoro l’ingegner Paolo Polvani – aggiunge Szorenyi – che sta valutando se sia meglio prendere a noleggio nuove tribune per la piazza Mazzini oppure se puntare soprattutto sulle sedie da teatro da sistemare lungo il percorso dei carri».
E a proposito del circuito, sarà leggermente ridotto, ma non come ipotizzato in un primo momento. «L’ingresso lato molo rimarrà dove è sempre stato. Così come non saranno toccati gli ingressi lato monte. Sarà invece leggermente avanzato l’ingresso lato Marco Polo. Parliamo però di due-tre traverse al massimo. Ad esempio l’hotel Royal resterà all’interno del circuito dei carri».
Sempre parlando di hotel, gli alberghi che si trovano dentro il corso potranno ospitare i clienti e far loro vedere la sfilata. «Ma in base alle disposizioni che abbiamo – prosegue Szorenyi – dovranno affacciarsi dalle finestre e dai balconi, ma non potranno stare in piedi lungo i viali a mare. Stessa cosa vale per chi abita dentro il circuito».
E anche il pubblico dei cumulativi non potrà stare in piedi. «Questo è quello che attualmente dice la normativa e alla quale dobbiamo attenerci. A questo proposito stiamo pensando di dirottare il personale delle biglietterie, che non potrà essere utilizzato alle casse visto che al momento non possiamo vendere altri biglietti, a controllare che gli spettatori restino seduti».
Poi c’è l’ipotesi – tutt’altro che impossibile, visto l’andamento dei contagi – che nel frattempo la Toscana possa tornare in fascia gialla. Il che comporterebbe una ulteriore riduzione della capienza del circuito. «A quel punto affronteremmo il caso – spiega – ma almeno per il momento i segnali non vanno in questa direzione. Anzi, io mi auguro che da qui al 18 settembre la situazione sia dei contagi che dei vaccinati migliori e che semmai possa esserci una ulteriore apertura e, dunque, un aumento degli spettatori. Comunque siamo pronti a qualsiasi evenienza».
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