Lutto
In fila per il vaccino assieme ai figli «Qualche timore c’è ma è il nostro dovere»
I genitori raccontano perché si sono presentati al camper anti-Covid «Iniziativa lodevole e che tiene conto di chi ha difficoltà logistiche»
la campagna
Quarantaquattro prenotazioni, a cui vanno aggiunte oltre una settantina di accessi diretti. Numeri più che positivi quelli ottenuti dal camper anti-Covid che ieri ha fatto sosta nella pineta “Falcone e Borsellino” a Forte dei Marmi.
Un risultato che promuove a pieno titolo la Versilia, superando ampiamente quello già ottenuto domenica sera a Lido di Camaiore (102 vaccinazioni effettuate). E che rende più rosea la prospettiva per le prossime due tappe versiliesi: oggi a Viareggio in piazza Mazzini e domani a Marina di Pietrasanta, al pontile di Tonfano, dalle 16 alla mezzanotte. «Il successo del camper di GiovaniSì è simbolico, perché riesce a sensibilizzare alla vaccinazione i giovani, ma visti i numeri anche sostanziale – dichiara il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, in visita ieri sera a Forte dei Marmi - anche per questo la Toscana è oggi la quinta regione per inoculazione della prima dose, raggiungendo il 72,2 per cento dei vaccinati con prima dose e il 60 per cento con la seconda». Tanti i giovani e giovanissimi in coda – questi ultimi accompagnati dai genitori perché è necessaria la presenza di entrambi o la delega del genitore assente – in attesa di ricevere il primo vaccino: il camper anti-Covid può infatti somministrare solo la prima dose (vaccino Pfizer) a residenti e non residenti in Toscana dai 12 ai 59 anni e agli ultraottantenni, rilasciando un promemoria per la seconda dose (presso la propria Asl di residenza) dopo 28 giorni.
«Sia io che mio marito siamo vaccinati – racconta Valentina Cortopassi di Viareggio, 37enne madre di tre bambini - ora tocca ai nostri figli di 14 e 12 anni. Pensiamo che vaccinarsi sia doveroso, anche visto l’avvicinarsi del ritorno a scuola: il camper anti-Covid rende tutto più semplice e veloce».
«Siamo qui in vacanza, veniamo da Prato – spiega Roberto Papi, 57 anni, in fila con la figlia tredicenne – è un’opportunità più che lodevole: in pochi minuti riusciamo a fare qualcosa di utile per noi e per gli altri. È anche questione di civiltà vaccinare i più giovani».
«Vaccinarsi è un dovere sociale – ribadisce Sara Arigoni, 30 anni di Rieti – e quest’iniziativa lo rende possibile per tutti: io qui a Forte lavoro in centro e sono senza mezzi di trasporto, mi risultava difficile presentarmi all’hub vaccinale. Quando ho saputo che quest’iniziativa avrebbe fatto tappa a pochi passi da dove lavoro ne ho subito approfittato». «Ci siamo vaccinati tutti quanti qui – racconta Licia Benussi, 50 anni di Milano, insieme ai suoi due figli - io sono convintissima: la paura più grande per me e mia figlia sono gli aghi, ma il vaccino per noi era una priorità e quest’iniziativa ci ha permesso di anticipare i tempi. Tra l’altro, ne sono stata informata proprio dai miei figli: è stata un’idea loro». C’è però chi, in attesa di registrarsi al bancone, nutre anche qualche perplessità. «Ho anticipato di un giorno la prenotazione del vaccino che avevo fatto all’hub del Mandela Forum - ammette Duccio Maria Pugi, ventenne di Firenze in vacanza in Versilia – ma sono piuttosto titubante: l’idea di vaccinarmi un po’ di paura me la mette, più che altro perché non sono convinto che non ci possano essere effetti indesiderati a lungo termine. Ormai però è praticamente obbligatorio farlo, perché senza green pass non si riesce più ad avere vita sociale».
«Sia io che mio marito siamo convinti di vaccinare le nostre due figlie - spiega Simona Ferraro, di Milano, mamma di due ragazze di 16 e 14 anni – ma qualche preoccupazione da mamma, pur fidandomi, un po’ ce l’ho: per una scelta del momento che ritengo comunque fondamentale, rimango nell’incertezza di un qualche effetto indesiderato che un domani potrebbe capitare». C’è anche chi ieri è venuto appositamente a Forte dei Marmi da Firenze per approfittare dell’iniziativa. «Dovevamo fare un tampone ma non riuscivano a prenotare neppure tra parecchio tempo – racconta Antonio Giorgio, 45 anni, in coda insieme alla compagna Yanieska Cruzata – poi la nostra farmacista di fiducia ci ha informato di quest’iniziativa e così, su due piedi, siamo saliti in macchina e siamo venuti qui in Versilia: una giornata al mare e ci vacciniamo entrambi». —
Gabriele Buffoni
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