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Gli albergatori: «Tari alle stelle, ma noi siamo stati chiusi»
Federalberghi Viareggio denuncia: «Aumenti da 200 a 1.800 euro, altro che sgravi promessi dall’amministrazione comunale nel mese di maggio»
Donatella Francesconi
viareggio. Albergatori sul piede di “guerra” dopo aver ricevuto, proprio in questi giorni, le cartelle della Tari, ovvero il dovuto per il servizio-rifiuti (scadenza programmata al 16 settembre, 16 novembre e 30 dicembre). Si è trattato – si legge nella presa di posizione a firma congiunta di presidente e consiglio direttivo Federalberghi Viareggio – di una «amara sorpresa» a causa «di aumenti sul totale del dovuto che sfiorano anche i mille euro e più».
La delibera numero 39 del 24 maggio 2021 – ricordano gli albergatori viareggini – «prevedeva, tra le misure urgenti a sostegno dell’economia, la riduzione pari a due mensilità della parte variabile della Tari, operazione di scarsa apprezzabilità economica ma che ribadiva una manovra già attuata per le cartelle dell’anno 2020».
Le cartelle ricevute, invece, raccontano tutt’altro, cifre alla mano. Gli albergatori ricordano che «la gran parte delle strutture ha chiuso (e quindi non ha prodotto spazzatura) da ottobre a maggio. Sono numerosi gli esercizi che hanno formalizzato le sospensioni di attività per sei/sette mesi, mentre alcuni hanno addirittura rinunciato ad una licenza di tipo annuale per trasformare l’esercizio in attività stagionale. Le scelte sono state forzate dal blocco delle richieste di soggiorno non pervenute causa Covid, a fronte di spese fisse insostenibili che hanno costretto gli esercenti a chiudere le porte nella speranza di una ripresa». Ripresa «arrivata con questi mesi estivi che, inutile ribadirlo, sono troppo pochi per garantire la salubrità finanziaria». E adesso, a stagione turistica non ancora terminata, «ecco la beffa della Tari che da sempre costituisce un costo notevole per le casse delle imprese e che per il 2021 registra aumenti dai 200 ai 1.800 euro, nonostante la delibera comunale recitasse “misure a sostegno dell’economia”». Spiegazione – sottolineano gli albergatori – «al momento non ne sono arrivate. E, comunque, non saranno sufficienti in ogni caso a giustificare una simile scelta da parte dell’amministrazione nei confronti del mondo imprenditoriale che ha dovuto fermarsi per così tanti mesi» per il secondo anno consecutivo e senza i cosiddetti ristori perché le strutture ricettive non sono mai state chiuse dai decreti che si sono succeduti nei due anni di pandemia.
Nel consiglio comunale del 24 maggio scorso la delibera votata così recitava: «Per la Tari e solo per il 2021, mediante risorse derivanti dalla fiscalità generale del Comune, con stanziamento totale di 550mila euro è assicurata una riduzione pari a due mensilità della parte variabile del tributo, calcolata sulle tariffe 2021, per le categorie di utenze non domestiche che risultino riconducibili alle categorie di cui sia state disposte la sospensione e la chiusura e la successiva riapertura, con i provvedimenti governativi». Qualcosa, evidentemente, al momento di tirare le somme cartella dopo cartella non è andata nel senso indicato.
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