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Nove gatti da sfamare: la catena di solidarietà corre attraverso i social

Donatella Francesconi
Nove gatti da sfamare: la catena di solidarietà corre attraverso i social

Sono i mici di una scultrice che ha dovuto traslocare per motivi di salute Si cercano volontari per portare loro il cibo

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camaiore. Una bella storia di solidarietà tra umani e felini è quella che arriva dalla camaiorese Bruna Dini: «Appello serio per chi abita in zona Nocchi o Torcigliano, ama i gatti e ha la disponibilità di un’ora a settimana. Da qualche mese ci alterniamo per andare a dare da mangiare a nove gatti che stanno fuori dalla casa della loro mamma umana che per motivi di salute non abita più lì. Anche noi che andiamo abbiamo risposto all’appello del figlio della signora, il quale abita a 30 chilometri di distanza e non riusciva a venire tutti i giorni. Ma il tempo è poco per tutti, ci avviciniamo a giornate più corte e bisognerebbe che fossimo almeno in sei per andare, insieme al padrone di casa, solo una volta alla settimana e assicurare però la pancia piena tutti i giorni ai mici».

Mici che per lungo tempo hanno fatto compagnia alla signora Carmen, una scultrice, che ha dovuto trasferirsi per motivi di salute, con tanta preoccupazione per i suoi amati felini che per un periodo sono rimasti soli.

Per raggiungere la casa – spiega Dini – «servono gambe buone per fare otto/dieci minuti di sentiero in salita. Ma i gatti che ti aspettano e la pace che regna lassù ripagano della piccola fatica. Qualcuno ha tempo ora o lo avrà a fine stagione per unirsi a noi?», così continua l’appello tramite canali social.

Un incontro, quello con Principe, Mimì e Senape e tutti gli altri gatti che – è ancora il racconto di Bruna Dini – «avviene già sul sentiero, dopo le prime due curve. Insomma, ci aspettano, con une vero e proprio comitato di accoglienza. E poi ci precedono, guidandoci fino a dove lasciamo il cibo per loro. Dà sempre una grande soddisfazione quel po’ di cammino fino ad arrivare ai mici. Quando si scende, poi, ci si sente tutti più rilassati». Anche perché il panorama che si offre agli occhi dal punto in cui si trovano i felini merita davvero.

Il figlio della scultrice assicura il rifornimento di alimenti per sfamare i gatti e a diffondere l’appello in cerca di volontari è stata – all’inizio di questa estate – Marisa Poletti, responsabile del gattile di Viareggio. La quale aveva raccolto le preoccupazioni del figlio della signora Carmen per la sorte degli amati gatti. Da lì le prime adesioni, volontarie, del gruppo che fino a oggi ha garantito agli animali di mangiare tutti i giorni senza neppure che i volontari si conoscano tra di loro, se non tramite la chat avviata dal figlio della scultrice.

«Adesso, però, le giornate si accorceranno, si riprende a lavorare a pieno ritmo», spiega Dini che ha pubblicato l’appello sulla propria pagina Facebook, «e abbiamo necessità di nuove forze».

Già due persone si sono fatte avanti e in questi giorni effettueranno il sopralluogo per orientarsi lungo il percorso che li porterà fino ai mici affamati.

Ma c’è ancora posto per chi voglia assicurarsi una passeggiata salutare, l’incontro con nove code che offrono il rito dello scodinzolio di benvenuto e gratitudine e un po’ di felicità pura a costo zero. Che fa bene anche alla salute.

Donatella Francesconi

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