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Muore stroncata dal male dopo aver atteso invano due mesi una sedia a rotelle

Cesare Bonifazi
Muore stroncata dal male dopo aver atteso invano due mesi una sedia a rotelle

La donna aveva il cancro e non ha mai ricevuto risposta  alla richiesta di tutti gli ausili che le erano stati prescritti  per affrontare la sua malattia

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Cesare Bonifazi

Lido di Camaiore. I figli che amano i propri genitori non possono non pensare di prendersene cura nel momento in cui sono anziani e hanno bisogno. Così Silvia Stringari e il fratello non si sono mai tirati indietro quando la mamma, la signora Noriana, si è sentita male. La sua malattia è stata brutta e se l’è portata via il 14 agosto scorso. Un dolore tremendo che è stato ancor più amplificato dal contorno di malasanità che ha accompagnato il suo decesso. La donna infatti è deceduta aspettando inutilmente gli ausili che le erano stati prescritti e per i quali aveva fatto richiesta ben due mesi prima.

«La mia mamma era malata di cancro ai polmoni e viveva insieme a me nella nostra casa di a Lido di Camaiore. Oltre alla sua malattia, aveva anche altri problemi: insomma era davvero una malata grave - racconta Silvia con un filo di amarezza - Il tre o il quattro di giugno mio fratello è andato con la ricetta medica al Versilia per prendere una sedia a rotelle che le serviva per andare a fare alcune visite specialistiche. Da tempo infatti le era difficile camminare. Avevamo già avuto esperienza della procedura per gli ausili: cinque anni fa anche mio padre ha avuto dei problemi e nel suo caso bastava presentarsi con la ricetta all’ufficio predisposto e gli ausili venivano forniti immediatamente. ma abbiamo scoperto, nostro malgrado che la ricetta, con la nuova procedura, deve essere messa in una cassettina, vagliata e poi saremmo stati ricontattati per la consegna a domicilio. Fatto sta che a noi non ci hanno mai richiamati. Abbiamo provato a sollecitare la richiesta: ci è stato risposto che tutta la procedura non è più in capo al Versilia ma la richiesta deve passare a Pisa e che quindi la situazione al momento era caotica. Abbiamo poi fatto richiesta del letto ospedaliero, del sollevatore e di altri ausili che ci servivano quotidianamente perché la sua situazione era molto peggiorata. Non ci hanno mai dato niente, non ci hanno ricontattati. Niente di niente».

La signora Silvia ha dunque protestato con un’email alla Regione alla quale ha risposto una responsabile che si è scusata dicendo che effettivamente c’era caos e sperava in uno sblocco della situazione: «Le scuse le posso pure accettare ma nulla toglie che mia madre è morta senza quegli ausili richiesti ben due mesi prima».

La Asl alla richiesta di spiegazioni avanzata dal Tirreno ha risposto che «i ritardi sono imputabili alla ditta che ha vinto l'appalto per la consegna, ritiro e riparazione degli ausili, e non all'Asl. I disservizi sono causati, in parte alla nuova ditta che è subentrata quattro mesi fa e in parte ad un nuovo applicativo che stiamo migliorando. Inoltre stiamo applicando le penali alla ditta».

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