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dopo le olimpiadi 

Un piano per lo sport di Bemi e Mottola: «Ampliare gli impianti»

Roy Lepore
Un piano per lo sport di Bemi e Mottola: «Ampliare gli impianti»

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viareggio. Il professor Andrea Bemi, docente presso l'Università di Firenze e preparatore atletico della Nazionale di hockey su pista oltre che di calcio in varie squadre e il professor Francesco Mottola, coordinatore nazionale Fitri (Triathlon) e allenatore nazionale Fidal (atletica leggera), organizzatore fra l'altro di 17 edizioni del Triathlon Internazionale di Viareggio e della Versilia hano presentato in Comune presentano “Sport Plan Viareggio-un sogno per lo sport proposte e progetti sportivi per la città di Viareggio e la Versilia”.

Entrambi viareggini, insegnanti di educazione fisica,h anno dedicato molto del loro tempo a cercare di trovare soluzioni possibili per valorizzare il turismo sportivo e valorizzarlo nella nostra città. «Il progetto è dedicato al compianto senatore Paolo Barsacchi, prematuramente scomparso – dicono – e a un illustre atleta viareggino, Arturo Maffei. Abbiamo pensato a uno sviluppo sportivo della città in continuazione di quella che era stata la visione dello sport di Paolo Barsacchi. E a un atleta che ha raggiunto il sogno olimpico di Berlino del 1936 cominciando a saltare i patini sulla spiaggia, quindi sfruttando l'ambiente che lo circonda per la mancanza di spazi attrezzati». Il sogno dei due amici Andrea e Francesco «vuole essere una rinascita e una ripartenza per l'impiantistica sportiva della città e della Versilia tutta, anche se va detto che negli altri Comuni la situazione è senza dubbio migliore che a Viareggio. Il tutto deve essere in un complesso di sinergia tra enti per cercare finalmente di far ripartire lo sport con l'organizzazione di eventi sportivi di livello internazionale, con lo sviluppo di un turismo sportivo e permettere a tutta la popolazione, giovani, anziani, amatori e professionisti di potersi allenare o svolgere attività fisica su di un territorio che permette di scalare le montagne di giorno e cenare sul mare al tramonto, aperto a tutti gli sport paraolimpici e alla possibilità anche di persone con disabilità di partecipare all'attività o al movimento in genere».

In un momento come questo, dopo le Olimpiadi con risultati importanti per l’atletica leggera azzurra, avere avuto a disposizione impianti sarebbe stato prezioso per avvicinare allo sport ancora tanti giovani. Ecco perchè è importante l'impiantistica sportiva. La proposta di Bemi e Mottoprevede la presentazione alla città, alle categorie economiche e agli sportivi di progetti di ampliamenti e discussione sull'impiantistica sportiva che sarà, in un contesto di sviluppo sportivo per gli anni a venire e di ristrutturazione degli impianti esistenti, al fine di renderli più efficienti e idonei all'uso. «Sia per gli amatori, che ai professionisti, all'inclusione delle persone con disabilità, per poter rendere più efficace l'accesso alle strutture e ampliando l'offerta di attività sportiva sul territorio, in modo da richiamare sempre più persone (turismo sportivo), che può essere attivo con i praticanti e le discipline sportive, ma anche passivo cioè il pubblico che assiste agli eventi, gli addetti ai lavori tecnici, dirigenti e genitori. Infine per poter essere in linea con la tradizione sportiva della città (vedi Meeting di atletica leggera e nuoto e Coppa Carnevale), l'impiantistica sportiva deve essere adeguata alle regole internazionali e prevedere anche la pista di riscaldamento e la palestra o la piscina di riscaldamento con la vasca di 50 metri ed essere in linea per le riprese televisive con le luci adeguate e senza barriere».

Roy Lepore

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