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Il Vaticano riapre dopo tre settimane di Covid: «Siamo stati lasciati soli»

Luca Basile
Il Vaticano riapre dopo tre settimane di Covid: «Siamo stati lasciati soli»

La famosa bisteccheria di piazza Statuto riparte «Difficile andare avanti ma i vaccini vanno fatti: chi non ha Green pass va via»

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Pietrasanta. «Il nostro ristorante è chiuso dal 26 luglio causa covid e in queste 3 settimane mai ho sentito qualcuno dal Comune farsi sentire per chiedere semplicemente, “come state? ”. Nessuno. Il vuoto delle istituzioni, da chi amministra a chi fa opposizione. Che amarezza».

Sono parole di rabbia e delusione quelle di Andrea Focacci, titolare della bisteccheria “Il Vaticano” con vista su piazza Statuto, cuore del centro storico cittadino.

«La sera del 25 luglio scorso abbiamo deciso di chiudere l’attività: una chiusura volontaria e anticipata dopo avere riscontrato il primo caso di covid fra il personale. 21 giorni senza il nostro lavoro, 21 giorni con sette ragazzi, su undici, positivi. Considerando che abbiamo perso anche i mesi da novembre a marzo, possiamo dire che questa mazzata ci ha distrutti moralmente e messi a dura prova economicamente: ogni giorno perdiamo circa 4 mila euro e le prospettive per settembre, visto il numero in crescita dei contagi, sono preoccupanti. Nel frattempoabbiamo regolarmente e giustamente pagato gli stipendi e la 14esima. Quando riapriremo? Venerdì 20 agosto, visto che proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) anche gli ultimi dipendenti si sono negativizzati. Come mai sette dipendenti su 11 positivi? – chiede Focacci – Forse perché stiamo a contatto ogni giorno con diverse decine di clienti, forse perché nelle sale interne del ristorante una parte della clientela rispetta le regole e quando si alza dal tavolo si mette la mascherina mentre altri fanno come vogliono, ignorando le prescrizioni. E tu puoi anche obiettare ad alta voce, ma non sei uno sceriffo».

«La cosa che fa più male – continua Focacci – è non avere però ricevuto neppure una chiamata da un qualsiasi esponente politico, tutti presi nelle loro stupide guerre politiche. Ho visto amministratori inaugurare attraversamenti pedonali con tanto di fascia tricolore o post di protesta per delle pozzanghere nel parco della Versiliana, ma mai un semplice “avete bisogno di aiuto? ”. A noi come ad altri ristoratori che sono nelle nostre stesse condizioni sempre causa Covid. Solo un referente del palazzo, il comandante dei vigili Giovanni Fiori, si è fatto sentire: parole umane, discrezionalità. Lo ringrazio. Gli altri hanno invece preferito le loro piccole beghe: sono certo che se fossimo stati sotto elezioni avrei avuto tutti i candidati sindaco pronti a dare una mano per lavare i piatti in cucina. Da destra a sinistra, Quello che ci riscalda il cuore è il conforto e la vicinanza degli amici veri e ancora di persone che si sono messe a disposizione anche per pulire il locale, per dirci “siamo qui” . Nel frattempo leggo e ascolto critiche e veleni contro i soliti’ristoratori’usurpatori di spazi pubblici e io non ci sto perché le mele marce sono in ogni categoria. Sfido chiunque a venire a misurare i metri che occupiamo sull’esterno e mi domando perché, mentre piazza Carducci è diventata la sagra del tavolino, i locali che si affacciano su piazza Statuto non possono utilizzare qualche metro quadrato in più, proprio della piazza, per ospitare la clientela».

La chiosa di Andrea e Bruno Focacci è su vaccini e green pass. «In futuro, se manterremo l’attività, cosa non certo perché la voglia di mollare tutto c’è, un eventuale nuovo dipendente dovrà essere vaccinato. Punto. Anche se poi tre dei sette dipendenti positivi al covid si erano già visti somministrare la dose. E sul green pass non si transige: se vuoi entrare nel nostro locale lo devi avere, in caso contrario, te ne vai. Possono anche non piacere ma le regole vanno rispettate».

Luca Basile

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