Alberto Coluccini tira dritto: «Voglio fare solo il sindaco»
L’ex primo cittadino ripropone il proprio progetto civico e fa appello ai partiti «Non consegniamo il Comune alla Sinistra ma non farò mai l’assessore»
Cesare Bonifazi
Massarosa. Deciso a tornare in pista. Del resto lo aveva annunciato al momento della caduta. L’ex sindaco Alberto Coluccini non ha intenzione di retrocedere. Ed è determinato come non mai perché, a suo parere, «il progetto civico è stato interrotto troppo prima del tempo». Questa volta non avrà alle sue spalle il centrodestra unito. Quindi dovrà correre più veloce degli altri per recuperare voti. Di una cosa è certo: nel caso in cui Bigongiari e Barsotti dovessero andare al ballottaggio lui non accetterà compromessi: «Non voglio altri ruoli se non quello di sindaco».
Quindi va avanti nonostante tutto?
«Naturalmente. Non lascio le cose a metà: sono stato mandato a casa da quattro consiglieri della vecchia guardia eletti in maggioranza e il mio percorso è stato interrotto anzitempo.Ma stava dando risultati. La mia squadra non è andata a casa per volontà dei cittadini ma di alcune persone che hanno voltato le spalle al progetto politico».
Come valuta la sua esperienza politica da sindaco?
«Abbiamo dovuto affrontare una situazione che non si era mai presentata prima tra pandemia e dissesto ma siamo riusciti a iniziare un'azione di risanamento del Comune. Abbiamo avuto il coraggio di fare ciò che era necessario. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ho lasciato quattro milioni in banca e i 300mila euro di interessi che dovevamo pagare adesso possono essere messi al servizio dei cittadini, è mio il merito dei lavori della scuola Quiesa e ho salvato quella di Stiava. Si dice in giro che abbia tagliato i servizi: l’unico vero taglio è stato sui pulmini , come è successo anche a Viareggio durante il dissesto. Per il resto i servizi sono stati o rafforzati o migliorati, come quello della mensa. Il mio primo bilancio del 2020 è stato accusato di essere un disastro per il disavanzo di tre milioni e mezzo: non è il risultato d'esercizio ma quello di un progressivo. Non tutto passa all'Osl».
Dice di essere stato “buttato giù” da quattro consiglieri a dispetto di seimila voti presi ma i consiglieri sono la rappresentanza dei cittadini...
«Quei consiglieri hanno fatto la volontà dei cittadini? Li hanno consultati? Riceverebbero gli stessi voti dopo quello che hanno fatto? Sulla mia consiliatura è stata raccontata una storia parallela. Quello che hanno fatto per farmi cadere è stato un golpe. Non hanno usato la democrazia ma solo una possibilità prevista dalla legge. Alcune di quelle persone che mi hanno fatto cadere sono indagate, altre, come Beppe Angeli, fino a tre giorni prima hanno votato il bilancio. Così è».
Eppure alcuni partiti del centrodestra hanno deciso di cercare un altro candidato. Perché?
«Questo andrebbe chiesto a loro che mi hanno sostenuto fino al giorno prima della caduta. Del resto siamo cascati tutti insieme. Io ho il merito di aver riunito il centrodestra dopo dieci anni e ho dimostrato di saper vincere: non hanno mai disconosciuto il lavoro fatto insieme ma poi scelgono un'altra persona. Incomprensibile. Il centrodestra a Massarosa è legato a personaggi del passato: a ogni tornata elettorale arrivano le persone dalla panchina a mescolare le carte. Del resto a mandami a casa sono stati uomini navigati che già hanno fatto e disfatto in passato. Quelle poche persone che tengono in mano la coalizione forse non mi hanno mai digerito, del resto ho sempre parlato di più con i cittadini che con loro. Per quel che vedo Bigongiari si è autocandidato e ha avuto il riconoscimento da Casapound e Lega. Non mi sembra che ci sia molto altro».
E lei chi ha ad appoggiarla?
«Io sono qui con la mia lista civica aperta a tutti quelli che ci credono. Fratelli d’Italia ha semplicemente riconfermato il proprio appoggio e non credo che sia una questione di ambito locale ma una linea nazionale che tende alla coerenza. Io corro per vincere: il progetto della Civica è solido e i 1.164 voti presi nel 2019, che corrispondono al 9,83 per cento, sono un punto di partenza».
Nel caso Bigongiari e Barsotti andassero al ballottaggio? Lei sarebbe disposto ad accettare un accordo con l’altra parte del centrodestra?
«Credo che non ci fosse bisogno di due candidati del centrodestra. Il ballottaggio è tutto da scrivere. Intanto devo valutare il comportamento di quella coalizione durante la campagna elettorale: al momento c'è volontà di escludermi. Resta il fatto che non mi interessano gli incarichi che non siano quella di sindaco. Non ho ambizione di fare altro o che mi venga concesso altro. Preferisco dire “sono stato sindaco”».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
