La protesta
Porto vuoto: le barche d’estate se ne vanno
Agenzie marittime, velisti, chi lavora con i diportisti lamenta la mancanza di servizi, sicurezza, cestini per i rifiuti, docce, wc per chi arriva in città via mare
Donatella Francesconi
viareggio. Un porto che d’estate si svuota, come dimostrano le banchine in parte o addirittura del tutto prive di imbarcazioni: arriva sempre un momento per tirare le fila e per il porto di Viareggio sembra proprio l’estate 2021. «Quello di Viareggio è sempre più considerato solo come un porto dove effettuare lavori alle barche», sono le parole di Pietro Montaresi dell’Agenzia marittima Bertacca, da un anno circa impegnata a offrire non solo l’assistenza burocratica e tecnica, ma anche veri e propri pacchetti-vacanza a chi sceglie Viareggio con la propria barca.
Ma l’opinione è condivisa da chi offre vacanze a vela o fa assistenza ai diportisti, o gestisce le banchine affidate in concessione. Chi arriva a Viareggio in barca, grande o piccola che sia – è il racconto a un’unica voce – «non trova docce, wc, contenitori per i rifiuti e neppure i cestini per strada». Senza contare che proprio negli ultimi giorni sotto gli occhi di tutti sono state le chiazze di sangue alla chiesina dei Pescatori, segno dell’ultima rissa tra spacciatori. Chiazze di sangue che nessuno ha lavato. Senza contare – è la segnalazione collettiva – la presenza dei parcheggiatori abusivi nelle aree dove la sosta non è pagamento. Presenza che nessuna forza di polizia in città è in grado di interrompere, anche quando gli abusivi alzano la voce con le donne di fatto costringendole al parcheggio e relativo obolo.
Le barche lasciano Viareggio dopo i lavori effettuati nell’inverno, dirette soprattutto verso il Sud della Toscana (il porto di Salivoli, per esempio), o verso le Marine della Liguria. «Bisognerebbe scommettere su azioni per farle restare e per creare le condizioni per attirarne altre», è ancora la voce di Montarsi, forte di un’esperienza di oltre 70 anni di attività nel settore nautico e turistico. Nella seconda estate della pandemia l’Agenzia Bertacca è riuscita a portare a Viareggio gli yacht delle vacanze dei russi. «Domenica scorsa li abbiamo accompagnati a pranzo a Forte dei Marmi», continua Montaresi: «Proponiamo auto, elicotteri, servizi di prenotazione ristoranti, biglietteria, servizio di interprete, baby sitter, dog sitter, bodycare». Eppure basta un’occhiata sulle banchine, nei parcheggi, nei negozi dell’area portuale e non c’è neppure una pubblicità del Festival pucciniano, degli eventi a Villa Borbone, del Carnevale .
La Darsena continua a non essere un quartiere da vivere – sottolinea un velista - «ma il luogo dove si veniva e si viene a lavorare. Punto». Sulle barche che se ne vanno in estate e tornano solo per le manutenzioni. «Ogni volta che abbiamo una barca», sottolinea Montaresi – che per la giornata di oggi attende un 55 metri da ormeggiare alla banchina Fucile (approdo turistico privato, in fondo alla via Coppino, con una lunga storia alle spalle) – «il problema principale da affrontare è quello della burocrazia che, a Viareggio, è più rigida e complessa che negli altri porti». Poi c’è la questione dell’insabbiamento cronico: gli yacht più grandi vengono presi in affitto per qualche centinaia di miglia di euro a settimana e per farli entrare in porto a Viareggio c’è da sperare «che il mare sia liscio come l’olio» e che non tocchino la sabbia.
Problema della inagibilità dei fondali che sta strangolando anche il canale Burlamacca, in più punti quasi impraticabile. Per non parlare delle darsene per le quali la Regione Toscana ha recuperato fondi per l’escavo: ma se l’Autorità portuale regionale non ritrova un assetto stabile, impantanata nel braccio di ferro Comune di Viareggio-Regione Toscana sul nome del nuovo segretario generale, nelle darsene del porto di Viareggio finirà che ci si potrà pattinare.
Nelle ultime settimane la Capitaneria di porto ha emanato una ordinanza per mettere un po’ di ordine negli ormeggi lungo il canale Burlamacca: da rimuovere sono imbarcazioni medio-piccole, quella cosiddetta “nautica sociale” per la quale il Comune di Viareggio ha respinto qualsiasi ipotesi di “porto a secco” quando si è tratto di mettere mano al nuovo Regolamento urbanistico (2018-2019). Adesso arriva l’ordinanza, ma senza che vi siano alternative per queste imbarcazioni, sognando un Triangolino-approdo turistico che al momento è destinato a restare terra brulla in mezzo all’area portuale vera e propria. Insomma, parafrasando il grande Lucio Battisti è il caso di dire “tu chiamali se vuoi approdi”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
