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«Mia zia è morta da due mesi ma l’Asl non ritira gli ausili»
La segnalazione di una cittadina che abita a Fiumetto e che si è indignata quando ha visto che gli invalidi attendono gli aiuti a lungo
Pietrasanta. «Ho letto la storia della cittadina che non riusciva ad avere gli ausili necessari a una persona invalida e mi sono profondamente indignata». Comincia così la telefonata alla redazione del giornale di Silvia Giuntoli, residente a Fiumetto. Subito dopo la donna spiega le ragioni delle sue perplessità. «Due mesi fa è morta mia zia – spiega – avevamo un letto anti decubito e una carrozzina. Tra l’altro ci erano stati consegnati dall’Asl poco prima che mia zia morisse, quindi sono ancora in buone condizioni. Da due mesi sto cercando di riconsegnarli all’Asl e non ci resco, nessuno viene a prenderli, la cosa mi fa parecchio innervosire. E quando ho letto che ci sono persone che non riescono ad avere gli ausili necessari mi sono cadute le braccia. Noi sono due mesi che abbiamo messo il letto e la carrozzina in giardino. Sono pronti per essere consegnati ma nessuno sembra volerli indietro».
La cittadina racconta di essere andata a protestare anche all’ospedale Versilia. Stesso risultato. Nulla è cambiato. «Dicono che deve venire un’impresa da Livorno, così è stato organizzato il servizio. Ma poi si disinteressano di quello che succede realmente».
Un calvario di oltre due mesi fatto di burocrazia, ritardi e rinvii. E che ha visto privata degli ausili sanitari di cui avrebbe avuto urgente bisogno un'anziana di 94 anni le cui condizioni di salute sono andate progressivamente peggiorando, e un altro cittadina. Questa le storie che abbiamo pubblicato su questa cronaca. Dopo i casi riportati qualche giorno fa attraverso le pagine del Tirreno dalla dottoressa Anna Rita Fiaschi, medico di famiglia della zona di Stazzema, abbiamo dato notizia di un’altra anziana di Viareggio che non riesce ad avere gli ausili di cui ha bisogno.
Per questo la segnalazione della cittadina che abita a Fiumetto è ancora più grave. Da una parte chi ne ha bisogno si imbatte in mille difficoltà. E chi invece non ne ha più bisogno non riesce a restituirli all’Asl.
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